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Settimo giorno di festival. Altro film in concorso. È il turno della regista cilena Valeria Sarmiento e del suo Linhas de Wellington. Nel 1810 il generale britannico batte l’esercito di Napoleone guidato dal generale Massena grazie alle sue truppe anglo-portoghesi, ma è costretto alla ritirata a causa della superiorità numerica delle forze avversarie. Molti cittadini portoghesi sono quindi costretti a caricarsi i propri beni in spalla e sui carri e ad affrontare un viaggio attraverso le macerie dei paesi distrutti per raggiungere le linhas de Wellincton dove il generale ha fatto costruire delle fortificazioni inespugnabili.

Lungo il viaggio i destini di molti personaggi di differenti classi sociali si incrociano e si intersecano. Che fine faranno il tenentino idealista o la prostituta Martirio? Che fine la maliziosa Clarissa o l’abate guerriero? Tuti devono fare i conti con la fatalità e la paura dell’ignoto. Specialmente le donne dovranno affrontare delle situazioni tremende.
Un anno fa moriva Raoul Ruiz e Linhas De Wellington doveva essere il suo ultimo lavoro, ma il regista purtroppo è morto in corso d’opera, lasciando però la pellicola pronta per essere iniziata. Ecco così che Valeria Sarmiento, moglie e collaboratrice di Ruiz, decide di portarlo a termine. L’opera nella sua interezza verrà trasmessa in tv, mentre al festival è stata presentata la versione tagliata.

Linhas De Weelington è un film corale, con un cast  in cui spiccano John Malkovich e Melvil Poupaud, nei panni di Wellington e Massena, ma ci sono anche Mathieu Amalric, Marisa Paredes, Catherine Deneuve, Isabelle Huppert, Michel Piccoli e Chiara Mastroianni. Un affrescone molto tradizionale, a cui sarebbe bastata anche una scelta musicale diversa per essere meno pomposo.Purtroppo, anche la sua stessa destinazione televisiva ne fa un’opera di difficile digestione e dal gusto obsoleto.

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