Viggo Mortensen non finirà mai di stupirci. L’attore newyorchese parla fluentemente l’inglese, il francese, lo spagnolo, il danese, il norvegese e si, anche l’italiano, tanto da rispondere ai giornalisti in sala nella lingua di Dante.
Abituati a vederlo nei panni del ramingo Aragon nella trilogia de il Signore degli anelli nel film Viggo interpreta un’anima solitaria ed è diretto da David Oelhoffen, intervenuto insieme al resto del cast in conferenza stampa. Ecco cosa ci hanno raccontato:

Ha trovato difficoltà nel dover utilizzare l’accento arabo nel film?

Viggo MortensenLa cosa più difficile per me è stata cambiare l’accento francese, alla fine era più semplice studiare direttamente l’arabo da zero piuttosto che fare le scene bene in francese. Ho imparato molto sulle lingue, sull’Algeria e sulla Francia, modi diversi di fare film e di recitare. Ogni volta che sei con persone nuove impari nuovi stili recitativi. L’importante è mantenere una mente sempre aperta. Avere la volontà di cambiare le cose rispetto a come vengono realizzate di solito. 

Come ha lavorato all’adattamento del racconto di “L’hôte” di Camus? 

David Oelhoffen:  Non cercavo un tema da cinema quando ho letto questo libro, avevo letto il testo, molto ben strutturato e cesellato, e ho subito capito di come volevo realizzarlo, ricordando un’ambientazione western. C’è il deserto, un prigioniero che viene trascinato attraverso queste lande. Mi sono reso conto che questo testo parla di argomenti importanti, difficoltà di vedere chiaro in un mondo complesso, dell’impegno politico, ed è così che ho cominciato a pensare a portarlo sul grande schermo.

Come ha lavorato sui personaggi?

DO: ho seguito la sua traccia, cercando di essere il più possibile fedele al testo, rielaborando la sceneggiatura ma cercando di preservare interamente lo spirito di Albert Camus. 

Che tipo di preparazione ha affrontato, oltre quella linguistica, per interpretare questo personaggio?

VM: Ho letto tutto quello che c’era da leggere e che ancora non avevo letto di Albert Camus, sono inoltre andato in Algeria, ho camminato, viaggiato, visitato i luoghi di cui Camus parla nelle sue storie, luoghi che aveva amato. Ho ascoltato e sentito la gente, lasciare entrare le informazioni, assorbito tutto quello che ti può aiutare, è una cosa che mi piace fare sempre prima di iniziare a girare. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA