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«Il cinema è sempre stato in qualche modo l’antenna più sensibile della società». E i tempi oggi non sono così luminosi. Nessuna sorpresa, quindi, se la fotografia che passerà sul grande schermo dell’imminente Mostra di Venezia avrà in primo piano la crisi in tutte le sue declinazioni. Non usa mezzi termini il direttore artistico Alberto Barbera, per il secondo anno alla guida del festival più longevo del mondo: 70 saranno le candeline che verrano spente tra il 28 agosto e il 7 settembre, così come 70 sono i cineasti passati al Lido negli ultimi due decenni che renderanno omaggio alla manifestazione nell’antologia Future Reloaded. L’idea forse più vitale di una rassegna «che riflette la crisi che stiamo attraversando, con tutto il suo carico negativo, l’assenza di speranza e prospettive per il futuro». Una realtà che si riflette soprattutto nel «microcosmo familiare», ricettacolo di assenze, abusi e violenze ai danni dei più deboli. «Gli autori di oggi non rimandano un’immagine consolante della società in cui viviamo» e quindi ecco che tra i temi delle 53 pellicole che verranno proiettate (di cui 20 in concorso) ricorrono «prostituzione, pedofilia e omofobia». E allora non devono stupire il «durissimo» e fluviale (175’) Die Frau des Polizisten di Philip Gröning, le evirazioni di Moebius, il nuovo “scandaloso” film di Kim Ki-duk, il vortice di sesso e violenza in cui viene trascinata la bad girl Lindsay Lohan (The Canyons) o il suicidio di una 14enne su cui si apre Miss Violence del greco Alexandros Avranas. C’è poco da ridere, insomma, ma lungi dall’essere (solo) una “Venezia triste”, la seconda edizione Barbera intende ridare alla manifestazione un’identità fatta di coraggio e fantasia, non inseguendo Cannes, ridimensionando il respiro internazionale (dominano i titoli Usa e UK), ignorando chi preferisce volare a Toronto (il Daniele Luchetti di Anni Felici o lo Steve McQueen di 12 Years a Slave: i due grandi assenti) e «prendendosi più di un rischio». Con la precisa volontà di riportare a Venezia «gli autori che amiamo», ma anche aiutare «opere che hanno bisogno di più promozione». Rientra in questa logica d’azzardo anche la scelta di aprire il Concorso ai documentari (ce ne sono molti anche nelle altre sezioni, come quello di Scola su Fellini o di Cuccia su Frank Zappa). È il caso di Sacro GRA – acronimo di Grande Raccordo Anulare, dove Gianfranco Rosi ha ripreso “l’altra faccia della grande bellezza” – e The Unknown Known, l’intervista di Errol Morris a Donald Rumsfeld, segretario di Stato della Difesa Usa.
Quello che andrà in scena al Lido sarà, dunque, un cinema fatto di contaminazioni e novità: cinefilo, ma anche molto sperimentale, discontinuo (in stile e linguaggio), trasversale (si va dalla fantascienza di Under the Skin, dove Scarlett Johansson è un’aliena, all’animazione di Miyazaki, sebbene The Wind Rises sia un cartoon adulto, passando per il biopic che Wajda dedica a Walesa), dove accanto agli esordienti sfileranno anche le tanto attese star.
Come George Clooney e Sandra Bullock, “lost in space” nel Gravity di Alfonso Cuaron, pellicola in 3D scelta come apertura del Festival; e in 3D sarà anche il doc Amazonia del francese Thierry Ragobert, che chiuderà il sipario, non prima di aver consegnato il Leone d’Oro alla carriera a William Friedkin. In mezzo, le espressioni più inquiete e inquietanti del cinema contemporaneo. Terry Gilliam presenta The Zero Theorem, dove il senso della vita passa attraverso il teorema del titolo; Stephen Frears racconta la maternità negata di Philomena (Judi Dench) nell’Irlanda Anni ’50; James Franco dirige e interpreta l’orrorifico Child of God, tratto da Cormac McCarthy; David Gordon Green spinge Nicolas Cage lunga la tortuosa strada verso la redenzione in Joe; Peter Landesman rievoca l’assassinio di JFK in Parkland. A regalare qualche sorriso ci saranno i nostri Amelio (L’intrepido) ed Emma Dante (Via Castellana Bandiera), che – giocando la carta di una nuova “tragicommedia” all’italiana – interpretano al meglio lo spirito di una Mostra che ha scelto di rischiare. […]

(Foto Getty Images)

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