Secondo film italiano in concorso al Festival di Venezia. È stato presentato oggi al Lido A Bigger Splash di Luca Guadagnino.

Il film racconta il “ménage a quatre” che si sviluppa ai bordi di una piscina di un dammuso di Pantelleria, a poca distanza dall’Africa. Storia d’amore, musica e problematiche sociali. Dal 26 novembre al cinema.

Per presentare il film sono tornati in conferenza stampa Matthias Schoenaerts (già visto in The Danish Girl, tenetelo d’occhio, farà strada) e Dakota Johnson (passata dall’interpretare la moglie di Depp in Black Mass ad essere un’adolescente alla scoperta della propria sessualità). Oltre a loro ci sono gli altri due protagonisti: Tilda Swinton e Ralph Fiennes.

Pechè scegliere di ambientare un flm del genere a Pantelleria e perchè inserire la dinamica degli immigrati?

«L’idea non è legata al fatto che io sia siciliano dice il regista -, ma un istinto al quale ho aderito quando mi è venuta l’idea di fare un film su questo quartetto abbandonato in un momento dell’estate. Mi sembrava che la concentrazione di così tante politiche del desiderio, che arriveranno alla deflagrazione, avesse bisogno di uno scenario che nella sua potenza potesse fare a pugni con questi quattro e metterli a nudo. Pantelleria con le sue violenze e contrasti era perfetta. In più Pantelleria è una zona di confine che chiede di essere capita da questi personaggi e richiede una domanda etica.»

Interviene, serissima, Tilda Swinton: «Possiamo evitare di chiamarli immigrati? Sono rifugiati di guerra.» La sala applaude.

L’attrice nel film interpreta una cantante che ha da poco subito un’operazione e non può parlare.

«Quando Luca, con cui ho già lavorato altre volte e che ammiro, mi ha proposto di fare il film ero in un periodo della mia vita in cui non volevo fare cinema e in cui non volevo parlare. Poi ci siamo confrontati, mi ha spiegato il progetto e volevo farne parte. Volevo lavorare con lui, con un cast così eccezionale e girare a Pantelleria. Mi chiedevo “Come posso farne parte senza parlare?” Allora ho proposto a Luca che il mio personaggio fosse quasi muto, e lui ha detto sì. Ed era un buon modo per esprimere la difficoltà di comunicare di questo gruppo di personaggi in lotta.»

Dopo la proiezione di questa mattina, riservata alla stampa, ci sono stati non pochi fischi in sala. A disturbare il tono comico-grottesco del finale. Perché virare sul comico? Perchè far parlare Corrado Guzzanti in siciliano?

Risponde Luca Giadagnino: «La sublime grandezza di Guzzanti mi costringe a rifiutare il fatto che non possa parlare siciliano, forse l’abitudine che abbiamo a questo grande comico ci impedisce di godere dell’ironia e delle debolezze di questo maresciallo umano, troppo umano, che ho vuoluto mettere in scena. Verdi, per me grande ipirazione, ci insegna che “Tutto nel mondo è burla”. Il film inizia con l’immagine di una immensa intimità pubblica e si conclude con la legge che decide di seguire l’umano, se stesso. È una beffa, uno scherzo del destino. E se non facciamo cinema per prenderci dei rischi e sondare territori insidiosi, perché lo facciamo?»

Nel film Dakota Johnson interpreta una giovane ragazza, che in qualche modo ricorda Lolita.

«Per me è stato molto interessante far parte di questo film  – dice l’attrice di 50 sfumature – È stata un’esperienza veloce ed esplosiva, sono arrivata a lavorazione quasi conclusa e avrei voluto avere più tempo, ma Luca è riuscito a mettere insieme tutti i pezzi, e mi sembra che il risultato sia ottimo. Penelope è una giovane ragazza iper intelligente che ha questo strano rapporto con la sua sessualità e sta cercando di capire cosa vuol dire avere un corpo sexy e soprattutto come utilizzarlo.»

Tra i grandi interpreti del film c’è anche Ralph Fiennes, la sua è la scena più bella del film, una scena di ballo.

«Nessuno mi aveva mai chiesto in un film di esprimermi ballando, non ho potuto far altro che dire grazie. Avevamo solo un giorno per girare la scena, ma avevo fatto delle prove da solo, ascoltando a ripetizione la canzone nell’ipod, così l’abbiamo girata in un solo pomeriggio.» Ralph Fiennes Mima la scena di ballo, La sala ride. Grazie.

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