«There’s a storm coming, Mr. Wayne. You and your friends better batten down the hatches…». C’è una tempesta in arrivo, una tempesta impressionante, e per introdurla rubiamo le parole alla Selina Kaye/Catwoman di Il cavaliere oscuro – Il ritorno. Into the Storm, il POV (Point of View) catastrofico di Steven Quale, rinnova infatti la sfida impari tra l’uomo e la natura, il confronto più affascinante che il cinema abbia mai tentato di tradurre in immagini, chiamando in causa devastanti tornado. La razionalità e la volontà a confronto con la furia devastatrice di agenti che sfuggono a qualsiasi tipo di controllo. Quale – che ha esordito con Final Destinantion 5, l’episodio più divertente e sorprendentemente splatter del franchise – ha lavorato a fianco di James Cameron in Titanic e Avatar, come aiuto regista e direttore della seconda unità. Ci sono pochi dubbi, quindi, sul fatto che in materia di effetti speciali abbia una certa competenza: «Tutti gli anni trascorsi accanto a James mi hanno insegnato che bisogna pretendere la perfezione assoluta in fatto di immagini. La meticolosità con cui ha realizzato i suoi capolavori è uno standard di eccellenza che ho cercato di portare in questo film, e penso che i risultati ottenuti nel realismo dei tornado siano impressionanti». Visto il tema, il pensiero va subito a Twister, il film del ’96 sui cacciatori di tornado con Helen Hunt e il compianto Philip Seymour Hoffman. «Il film di Jan De Bont aveva rappresentato un grande passo in termini di CGI, ma i cicloni di Into the Storm sono più devastanti e visivamente accurati. Alla fine di quel film si fronteggiava la potenza di un tornado forza 5, noi ci siamo spinti fino alla 7». […]
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