Un padre-padrone, filo-nazista, violento alcolizzato e quasi perennemente disoccupato. è il personaggio di Rino Zena, protagonista del film di Gabriele Salvatores Come Dio comanda interpretato da Filippo Timi (Saturno contro, Signorina Effe) e da oggi in sala. Un ruolo non certo facile, mitigato però dalla forte carica affettiva che porta l’uomo a essere a modo suo un padre devoto che insegna l’odio con amore al figlio adolescente (l’esordiente Alvaro Caleca), con il quale vive nella periferia desolata di un profondo Nord Italia mitizzato ed evocativo. E proprio in questo rapporto estremo, monitorato costantemente da un assistente sociale petulante (Fabio De Luigi), Rino mostra la sua “crepa umana”. Una crepa che, secondo Filippo Timi, ha spinto il regista a scegliere proprio lui per la parte: “quella fragilità sono io, Filippo», ci ha confessato l’attore nell’intervista realizzata in occasione dell’anteprima del film organizzata ieri a Milano. E sui modi poco ortodossi utilizzati da Rino per insegnare al figlio a difendersi (come la scena in cui lo invita a dargli una testata per “imparare a menare”) Filippo non emette condanne: “è un po’ come insegnare a un bambino a restare a galla». Sentite il resto nell’intervista!

Al.Za.

Guarda il backstage

Guarda la video-intervista a Gabriele Salvatores

Guarda la video-intervista a Elio Germano

© RIPRODUZIONE RISERVATA