È arrivato in cima alla vetta del successo hollywoodiano con il suo Aragorn; e ha segnato in modo indelebile l’immaginario comune con i ruoli che ha interpretato per Cronenberg ne La promessa dell’Assassino e in A History of Violence. E anche se non è solito frequentare feste e cerimonie, serate e premiazioni, Viggo Mortensen è sicuramente uno degli attori contemporanei più apprezzati. Per la sua capacità di immedesimazione, in primis. E per il suo grande carisma. Quando parla, qualunque sia l’argomento, è come se parlasse un oracolo: si sta lì, e lo si ascolta. E così è stato anche a Cannes, poche ore fa, quando ha rilasciato un’intervista al Telegraph: lo si ascolta e – come ha scritto Tim Robey – lo si ammira.
Viggo Mortensen è sulla Croisette per presentare il nuovo film di cui è protagonista, I Due Volti di Gennaio, e tra una domanda ed un’altra è tornato a parlare ancora una volta de Il Signore degli Anelli. «Il primo script», ha detto riferendosi a La Compagnia dell’Anello «è stato sicuramente il meglio organizzato. Peter era un tipo piuttosto ossessionato dalla tecnologia, ma una volta che intendeva fare una cosa e che aveva i mezzi necessari, non si guardava più indietro. Nel primo film sì, c’era Rivendell e Mordor, ma c’era anche una specie di qualità organica, attori che recitavano gli uni con gli altri, e dei veri paesaggi. Il secondo film era già più confuso, per i miei gusti, e poi il terzo c’erano troppi effetti speciali. Fu grandioso, certo, ma quello che avevamo raggiunto nel primo film andò perso nel secondo e nel terzo. Ora con Lo Hobbit le cose sono dieci volte tanto».
«Penso», ha continuato sempre Mortensen, «che Peter sia diventato come Ridley Scott: un uomo dell’Industria [cinematografica, ndr], con tutte queste persone che dipendono da lui. Ma puoi fare comunque una scelta penso. Ero convinto che Peter avrebbe fatto un altro film intimo come Heavenly Creatures, forse avrebbe continuato il suo progetto sulla Nuova Zelanda e la prima guerra mondiale. Ma invece fece King Kong. […] Contento lui…»
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Fonte: Telegraph
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