«Virna? Era radiosa» La regista Cristina Comencini e il cast presentano Latin Lover
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«Virna? Era radiosa» La regista Cristina Comencini e il cast presentano Latin Lover

Il cast quasi al completo e la regista raccontano il loro Latin Lover, da domani al cinema

«Virna? Era radiosa» La regista Cristina Comencini e il cast presentano Latin Lover

Il cast quasi al completo e la regista raccontano il loro Latin Lover, da domani al cinema

Il cast è così numeroso che non bastano le sedie e le ragazze dell’ufficio stampa corrono qua e la a cercare altre sedute. Dopo poco l’emergenza rientra e può cominciare la conferenza stampa di Latin Lover, il film corale diretto da Cristina Comencini, scritto a quattro mani con la figlia Giulia Calenda. Un film di donne, mogli e madri innamorate di un grande uomo, un divo del cinema passato che nessuno ha conosciuto veramente, ma del quale non ci si riesce a liberare.

Gli attori sul palco sono tantissimi e internazionali: Angela Finocchiaro, Neri Marcorè, Pihla Vitala, Nadeah Miranda, Marisa Paredes, Francesco Scianna, Lluis Homar, Jordi Molla e se gli spagnoli non hanno bisogno di un’interprete le belle Pihla e Nadeah siedono affianco alla traduttrice simultanea.

Prima che si inizi con le domande la Comencini prende la parola. «Precedo la domanda ‘da dove nasce l’idea del film’ e rispondo come se me l’aveste fatta» Esordisce la regista, decisa e diretta «L’idea del film nasce dalla voglia di raccontare la relazione di mogli e figlie con una figura mitica d’uomo. Solo più tardi mi è venuta l’intuizione di mischiare l’uomo con il cinema, facendo insieme al discorso sulle relazioni un discorso sul cinema. Con Giulia Calenda poi abbiamo poi deciso di sviluppare il soggetto in una commedia, perché l’idea di fondo era suscitare la liberà.» Continua «La fortuna è stata avere un cast straordinario, ho potuto precisare il carattere di ognuno per far venire fuori quasi una umanità intera e ,come dice Virna Lisi nel film, “intercontinentale”

Prende la parola il cast, interrotto solo dalle battute di Neri Marcorè, nel ruolo del compagno di giochi burlone, che non perde occasione per fare caciara.
«Ho imparato l’Italiano per capire i film dei grandi autori italiani: Fellini, Rossellini, De Sica, Visconti, Pasolini. È per loro che ho deciso di fare l’attore, anche se sono spagnolo»  dice Jordi Molla «Recitare in un film che riproduce con così grande accuratezza gli autori del passato è stato come realizzare il sogno che avevo a 16 anni. »

«Abbiamo fatto un lavoro di grande ricerca» continua la regista, «Riproducendo lo stesso taglio, lo stesso formato, le stesse inquadrature e gli stessi colori dei film dell’epoca di Saverio

Ma l’ultimo pensiero va a Virna Lisi, a cui il film è dedicato. «Ho sempre visto in lei il personaggio della madre che ha la volontà granitica di tenere insieme la famiglia, ma in questo film fa un passo ulteriore ed è come se dicesse “ora ci ubriachiamo e vi racconto come sono andate le cose”. Lei era molto severa con se stessa, ma è stata grande, il rammarico è che non abbia potuto vedere il film finito. Era radiosa.»

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