Paolo Virzì, premiato mercoledì scorso con il Globo d’Oro per Tutta la vita davanti, ha già le idee chiare sul suo nuovo film, «una storia», ha detto, «che riguarda questioni intime della mia vita, ambientata in epoca contemporanea, anche se in anni diversi. Ma non posso dire molto su questo progetto, che è ancora completamente in divenire». Il regista livornese, che ha appena rinunciato a dirigere una serie tv ispirata alla trasmissione israeliana “In Therapy”, «una sorta di teatro filmato con sedute di psicanalisi che riguardano personaggi emblematici (nonostante Cattleya ne avesse già comprato i diritti), ha dichiarato di voler tornare sul set il più presto possibile, «perché ho un affiatato gruppo di lavoro e perché trovo stimolante il momento che sta vivendo il cinema italiano. Ci sono tanti film coraggiosi e finalmente il pubblico premia opere non solo evasive».

Da.Mo.

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