Per un’attrice in erba, è normale cimentarsi con dei ruoli minori mentre si tenta di lanciare la propria carriera. Ma è tutta un’altra storia se a farlo è una superstar come Sharon Stone, che negli ultimi tempi ha sempre dovuto ripiegare su parti di contorno, o comunque non all’altezza della sua fama. La causa è per gran parte dovuta all’aneurisma che l’ha colpita nel 2001, e al divorzio dal giornalista Phil Bronstein, che l’ha portata a perdere la custodia del loro figlio adottivo Roan.

«Ho pensato, “Sai che c’è? Sono stata buttata giù dal treno, e adesso dovrò scalare una collina di vetri rotti, tornare a bordo di quel treno che va a un milione di miglia all’ora, e farmi strada”. Va così, e quindi è meglio che stia zitta e faccia il mio lavoro, perché se non posso fare questo lavoro, di certo non so farne nessun altro».

Questo autunno, la Stone sarà protagonista e produttrice esecutiva di una nuova serie di TNT, Agent X, nella quale interpreta la vice presidente degli Stati Uniti. In attesa di rivederla in scena, eccola in un coraggioso photoshoot di Harper’s Bazaar, seducente come non mai e sicura di sé.

Nel servizio si mette a nudo – non solo letteralmente – parlando del terrore di morire e di perdere la facoltà di parlare, terrore scaturito in seguito all’aneurisma, e di come il suo corpo e il suo approccio ad esso sia cambiato: «Come un mutamento di DNA: persino le mie allergie sono diverse. Però sono diventata più intelligente emotivamente: ho scelto di lavorare sodo per ampliare e aprire altre parti della mia mente. Ora sono più forte, e posso essere totalmente diretta. Una cosa che spaventa le persone, ma non penso sia un mio problema! Della serie: ho avuto un problema al cervello, fatevene una ragione!»

«Quando mi chiedo: Cosa significa essere sexy?”, mi rispondo che a stabilirlo non è soltanto l’altezza delle tue tette. Significa essere presente, divertirsi, e piacersi abbastanza da apprezzare anche la persona che sta con te».

Le difficoltà del pubblico e dell’industria ad andare oltre il suo aspetto esteriore e il ricordo di Basic Instinct sono ancora una palla al piede persistente. Lo conferma lo stesso Martin Scorsese, che l’ha diretta in Casinò, film per il quale la Stone ottenne una nomination all’Oscar: «Sempre la stessa vecchia storia: troppo bella per essere una grande attrice. Il cliché ti rende cieco davanti alla realtà».

L’attrice rimane contro la chirurgia plastica: «Utilizzo i filler e il mascara, un’alternativa migliore di farsi tagliuzzare la faccia e avere l’aspetto di una appena uscita da un tornado».

E l’amore? «Se c’è qualcuno qui fuori che è un adulto e vorrebbe chiedermi di uscire, chiami Harper’s Bazaar!»

Fonte: HB

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