Appena uscito su Netflix, Olympo è già diventato un piccolo caso mediatico. La serie spagnola, ambientata nel fittizio Pirineos Center of High Performance — un’accademia sportiva per giovani atleti — è stata lanciata il 20 giugno 2025 e, da allora, ha fatto parlare di sé non solo per le sue scene audaci, ma anche per il modo in cui racconta il lato oscuro dello sport competitivo. Tra ambizione sfrenata, scandali doping e relazioni tossiche, lo show mette in scena un microcosmo dove il desiderio di eccellere supera spesso ogni limite etico e umano.
Ma ciò che ha davvero acceso la discussione è la sua componente più esplicita: già dal primo episodio, Olympo si segnala per l’intensità delle scene di sesso, tanto da spingere alcuni spettatori a definirla “troppo esplicita” o addirittura “scioccante”. C’è chi l’ha paragonata a Élite per la libertà narrativa e la provocazione estetica, ma con un focus ancora più marcato sulla fisicità e sulla pressione psicologica degli ambienti sportivi professionistici.
Oltre ai contenuti NSFW, Olympo ha ricevuto molti elogi per la rappresentazione di tematiche LGBTQ+. Una delle linee narrative più commentate riguarda Roque (interpretato da Agustín Della Corte), coinvolto in relazioni sentimentali con due compagni di squadra. Alcuni spettatori hanno lodato Netflix per l’inclusività sempre più naturale delle sue storie, definendo Olympo un esempio riuscito di narrazione queer all’interno di un contesto normalmente ipermascolino e competitivo come quello dello sport.
Anche la rappresentazione delle varie discipline atletiche – tra cui ciclismo, rugby, nuoto sincronizzato e atletica leggera – è stata particolarmente apprezzata, in quanto restituisce con crudezza e realismo le pressioni fisiche e mentali che questi giovani subiscono per raggiungere l’eccellenza.
Come spesso accade con i titoli più divisivi, la risposta del pubblico è stata polarizzata. Sulla popolare pagina Facebook Netflix Bangers, in molti hanno scritto di aver terminato la serie in una sola notte: «Vorrei solo che ci fossero più episodi, era davvero buona» scrive un utente. Un altro aggiunge: «L’ho adorata». Su Reddit, qualcuno sottolinea come «la Spagna sappia realizzare i migliori teen drama», mentre altri definiscono la serie “irresistibile e ipnotica”.
Non mancano però le critiche. Alcuni trovano i personaggi «talmente sgradevoli da rendere difficile fare il tifo per loro”, mentre altri lamentano una trama che a tratti appare più interessata allo scandalo che allo sviluppo narrativo. Ma proprio questa ambiguità è vista da molti come il punto di forza dello show: come scrive Archi Sengupta su LeisureByte, «Olympo è pieno di personaggi terribili. Ma mentirei se dicessi che non l’ho guardata tutta d’un fiato».
Tra i commenti più autorevoli, spicca quello di Collider, che definisce Olympo «una sorpresa estiva perfetta per il binge-watching, capace di catturare anche chi non ama le serie sportive». Una dichiarazione che trova conferma nell’approccio visivo accattivante della serie, nella colonna sonora contemporanea e nel ritmo incalzante di una narrazione che, nonostante gli eccessi, sa come intrattenere.
Insomma, Olympo è una serie che non lascia indifferenti. Scomoda, provocatoria, a tratti spudorata, ma anche capace di toccare nervi scoperti e affrontare con onestà la brutalità dello sport, della competizione e delle relazioni giovanili. L’avete già vista? Fatecelo sapere!
Olympo è ora disponibile in streaming su Netflix.
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