Chi era Walt Disney? L’inventore di Topolino e Paperino, oppure una spia al servizio dell’Fbi, che usava la sua società solo come una copertura? I suoi eredi ci danno la loro versione. A San Francisco, infatti, nel famoso Presidio (un ex parco militare) è in costruzione il Walt Disney Family Museum, che ricostruirà la vita del creatore di Topolino. Il nuovo spazio espositivo permanente, aprirà il prossimo ottobre, costerà 112 milioni di dollari e sarà diretto da Richard Benefield, che in passato ha lavorato per il Museo d’arte dell’Università di Harvard. «Illustrerà l’uomo, il padre e il marito e non offrirà svaghi, ma soprattutto racconterà la verità su papà», ha commentato Diane Disney Miller (75 anni) ultima figlia vivente dell’autore, che con questa iniziativa intende riabilitare la figura del padre, che nelle due biografie pubblicate (Il principe nero di Hollywood di Marc Eliot e Il Trionfo dell’immaginazione americana di Neal Gabler) è stato dipinto come informatore dell’Fbi, un bigotto e un nemico dei sindacati. Per raccontare al mondo suo padre, dunque, la Miller ha voluto che il museo ospitasse le registrazioni dei discorsi di Disney, i suoi oggetti personali e procederà in ordine cronologico, dalla nascita alla morte nel 1966, causata da un cancro ai polmoni. E sfaterà alcuni miti, come quello dell’ibernazione del suo cadavere (Disney è stato cremato e la sua tomba è a Glendale in California). «Illustrerà l’uomo, il padre, il marito perché molte persone non sanno neppure che Walt Disney è stato una persona in carne ed ossa e non solo il nome di una società», ha proseguito Diane. Il museo (al quale accederanno non più di 60 persone ogni 15 minuti e in orari prestabiliti) non offrirà svaghi, se non film: insomma sarà completamente diverso dai vari Disney World. Il curatore del sito, tuttavia, ha precisato che non verranno celati gli aspetti più controversi dell’artista, dalla testimonianza che Disney fece al Congresso contro i Comunisti di Hollywood allo sciopero indetto contro di lui dai suoi collaboratori negli anni Quaranta. Il sito del museo è in lavorazione.

Em.Iu.

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