«Wayward Pines non vi deluderà». Parola di M. Night Shyamalan
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«Wayward Pines non vi deluderà». Parola di M. Night Shyamalan

L’autore che dal 1999 in poi, con Il sesto senso, Unbreakable e Signs, ha rilanciato il fantasy thriller, debutta come showrunner di una serie Tv con un mystery che richiama per tono e atmosfere il cult per eccellenza del piccolo schermo: Twin Peaks

«Wayward Pines non vi deluderà». Parola di M. Night Shyamalan

L’autore che dal 1999 in poi, con Il sesto senso, Unbreakable e Signs, ha rilanciato il fantasy thriller, debutta come showrunner di una serie Tv con un mystery che richiama per tono e atmosfere il cult per eccellenza del piccolo schermo: Twin Peaks

C’è chi trascorre anni su un’isola arcana ignorando di essere già morto, chi vive sotto un’enorme cupola di vetro senza conoscerne le origini, chi non sa di far parte di un piano mistico per salvare il mondo, chi ha perso un parente in un’inspiegabile sparizione di massa che ha decimato la popolazione della Terra. La serialità – soprattutto quella americana – ama imbrigliare il pubblico con storie in cui le esistenze dei protagonisti sono sconvolte da un cervellotico mistero. Lost, Under the Dome, Touch, The Leftovers: a volte l’unico motivo per cui lo spettatore segue lo show è la risoluzione dell’enigma, anche se quando arriva –  se arriva  (ne sanno qualcosa i fan di Alcatraz e FlashForward) – non sempre è all’altezza delle aspettative. Wayward Pines si inerpica sullo stesso sentiero: la serie mystery, nonché esordio televisivo del re dei film con rivelazione finale (Il sesto senso, Unbreakable – Il predestinato, The Village) M. Night Shyamalan, è tratta dalla trilogia letteraria di Blake Crouch, il quale a sua volta dichiara di ispirarsi a Twin Peaks. In questa, un agente dei Servizi segreti rimane intrappolato in una cittadina popolata da abitanti bizzarri: nei panni del protagonista – Ethan Burke – l’icona del cinema anni Ottanta Matt Dillon; assieme a lui, una manciata di veterani di film indipendenti. Alla guida, Shyamalan, che promette senza indugio: «la verità non vi deluderà».

Best Movie: Finora la carriera cinematografica ti ha tenuto lontano dalla televisione: cosa ti ha fatto cambiare idea?
M. Night Shyamalan: «Credo che il piccolo schermo sia sempre stato un luogo tabù per me; ogni volta che venivo avvicinato per realizzare una serie percepivo la sensazione che non fosse il medium adatto per il mio ideale di estetica. Ma questo accadeva dieci anni fa, le cose sono completamente cambiate e oggi credo che la televisione abbia generato dei veri capolavori: a partire da I Soprano, la serialità si è evoluta producendo grande narrativa. La Tv contemporanea è ormai il mezzo prediletto dal pubblico, basti l’esempio di Mad Men: tutti lo guardano, tutti ne parlano, influenza come ci vestiamo e come pensiamo. È una bella lista di obiettivi cui ambire, così, quando Fox mi ha chiesto di realizzare questa serie per loro, mi è sembrato il momento; poi, dopo aver letto la sceneggiatura, è stato facile dire sì».

BM: Cosa ti ha attratto verso questa storia così misteriosa, dark e paurosa?
MNS:
«Quando ho letto il copione del pilota non sapevo ancora nulla, ma era così ricco di suspense e divertente – il tipo di oscura commedia in cui mi interessava cimentarmi – che ho preso il telefono, ho chiamato i responsabili della produzione e gli ho detto: “Se la risposta al mistero non è che in realtà sono tutti già morti, accetto di realizzare questa serie, altrimenti non contate su di me”. Mi hanno raccontato il resto della storia e, pensando che fosse grandiosa, ho accettato. […]

BM: Nella città di Wayward Pines, dove un agente dei Servizi segreti si risveglia dopo un incidente d’auto, ognuno si comporta stranamente. Chi ha letto i libri che ispirano la serie sa il perché, ma quando sarà rivelato ai telespettatori?
MNS: «In primis, quello che si vede nell’episodio pilota, l’unico diretto da me, è un sacco di humor nero, tanto che la serie evoca Twin Peaks di David Lynch. Quello era il tono dello show perché quello è il modo in cui David vede il mondo, per cui i personaggi che lo abitano lo fanno secondo la sua visione. Nel caso di Wayward Pines, tutti agiscono stranamente, come fossero in un film, per l’appunto, di David Lynch, ma lo fanno per una ragione che alla fine sarà rivelata a chi continuerà a seguire la serie». […]

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