Il caso Sonyleaks sembra essere tutt’altro che chiuso. WikiLeaks ha pubblicato 30,287 documenti e 173,132 email provenienti dall’enorme quantitativo di file hackerati lo scorso inverno, nel periodo natalizio.
Come ricordiamo, pomo della discordia e casus belli della faccenda era stato il film The Interview, che James Franco e Seth Rogen non erano stati autorizzati a far uscire nelle sale a causa delle minacce terroristiche da parte della Corea del Nord, su cui la pellicola ironizzava. L’hackeraggio dei sistemi informatici Sony, portato a termine da un’organizzazione dello Stato chiamato in causa aveva sollevato un polverone su scambi epistolari piuttosto sconvolgenti: tra insulti, rivelazioni e rendiconti finanziari, lo scenario di Hollywood e della casa di produzione si mostravano con più di uno scheletro nell’armadio.
Ora Julian Assange prende posizione rispetto a quella mole di dati, rendendola pubblica perchè «per dovere di cronaca, è giusto che una notizia al centro di un conflitto geopolitico venga data e WikiLeaks garantirà che ciò che è di pubblico dominio rimanga tale». La Sony Entertainment fa arrivare subito una risposta tagliente: la condanna dell’atto è assoluta. Un portavoce comunica infatti che «il disaccordo è totale, specie sulla natura pubblica di dati che coprono la privacy e la sicurezza di un’azienda con più di 6000 mila dipendenti».
Fonte: Variety
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