Ecco un estratto dell’approfondimento sul cinecomic pubblicato su Best Movie di luglio, all’interno di un più ampio speciale dedicato al cinema muscolare e intitolato Nati per essere machi:
[…]Come non inserire in uno speciale sui muscoli al cinema un supereroe dei comics americani! Ci viene in soccorso – anche temporale – Logan/Wolverine, visto che il secondo film dedicato al personaggio creato da Len Wein (Wolverine: L’immortale, anche in 3D) atterra questo mese nei cinema, con Jackman pronto a menare le mani e ad affrontare i demoni del suo passato in terra nipponica. E, conoscendo la miniserie giapponese del 1990 scritta Chris Claremont e illustrata da Frank Miller, ne vedremo delle belle, specie in termini di scontri fisici. D’altronde Wolverine è il prototipo di supereroe macho, non solo per l’enorme stazza ma per il suo carattere furente ed estremamente minaccioso. Al contrario di Capitan America, montagna di muscoli caratterizzata da una bonarietà e da un progressismo dei sentimenti tipicamente americano – ma anche di Batman e Superman, uomini con i loro struggimenti ma iconograficamente meno ambigui – nessuno come Logan comunica con il corpo la sofferenza del suo personaggio. Lo conferma anche il regista James Mangold: «Uno degli aspetti più chiari nei fumetti è il fatto che Wolverine sia continuamente in preda alla rabbia, e le sue azioni sono spesso guidate da un istinto primordiale». Ai corsi di sceneggiatura lo chiamerebbero eroe riluttante: un omone dal passato doloroso e dalla moralità grigia, ma destinato a scendere a patto con le sue capacità e il suo senso del dovere. Un eroe controvoglia, insomma, che non poteva trovare un alter ego cinematografico migliore di Hugh Jackman, il quale ha trasformato il suo già imponente fisico in un agglomerato di muscoli. Petto gonfio, braccia esplosive, addominale tartarugato e il bonus degli artigli ne fanno una macchina da guerra contro cui si scontra il mastodontico Silver Samurai, temibile villain del film. E il marketing del film lo sa bene: centellina le foto che lo vedono nel fascinoso look borghese e punta tutto sulla sua enorme massa, fino all’inquietante dettaglio delle vene che sembrano sempre sul punto di esplodere. Per arrivare a tale risultato l’attore australiano ha seguito una dieta ferrea e speso sei mesi massacranti ad allenarsi secondo i consigli di una montagna umana come Dwayne “The Rock” Johnson. D’altronde, «non c’è niente che parli più del fisico di Hugh Jackman» garantisce Mangold. Come non essere d’accordo?
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