John Lasseter è un papà orgoglioso e innamorato dei suoi figli. Nulla di strano se solo quei “figli” non fossero dei giocattoli, pardon, i giocattoli da lui inventati nel lontano 1995, quando nei cinema fu proiettato per la prima volta Toy Story (che sarà ridistribuito il 30 aprile 2010 in versione 3D). Film d’animazione completamente realizzato in computer grafica, dove i protagonisti sono proprio dei giocattoli in grado di prendere vita. Woody, il cow-boy, Buzz, l’astronauta, e Rex, il dinosauro. Sono questi i nomi dei tre eroi che ora sono pronti a tornare sul grande schermo (in Italia accadrà il 7 luglio 2010) per la loro terza e ultima avventura, Toy Story 3.

John Lasseter ce li ri-presenta, in cinque clip (pubblicate da Trailer Addict), perché ora quei giocattoli sono stati ricostruiti esattamente identici a come sono nel film: «Sono proprio gli stessi con cui gioca Andy. Finora non c’era mai stata una cura tanto maniacale dei dettagli» spiega Lasseter nella prima clip. «Mi ricordo che cinque giorni dopo l’uscita di Toy Story all’aeroporto mi è capitato di vedere un bambino con in mano il giocattolo di Woody. Cinque giorni dopo l’uscita del film! In quel momento ho capito che quei giocattoli non erano più della Disney/Pixar, ma appartenevano a lui. Ho ripensato a quel bambino ogni giorno e ora, per il terzo film, ho deciso che dovevamo fare ancora meglio. Ed ecco il risultato!».

Nella seconda clip, Lasseter presenta il mitico cowboy Woody, il giocattolo preferito di Andy. «Il nuovo “pupazzo” Woody è fantastico. È tutto nuovo! Le cuciture dei jeans, il gilet… è tutto come nel film, come il giocattolo Woody che Andy tiene nelle sue mani. Così come il packaging, perché è esattamente come Andy l’avrebbe trovato nel negozio di Al».

Poi è la volta (terza clip) dell’altro grande protagonista: l’astronauta Buzz Lightyear, probabilmente il personaggio a cui Lasseter è più legato. «Io sono cresciuto negli anni Sessanta, gli anni delle prime e più famose spedizioni spaziali. Gli anni in cui tutti i bambini giocavano con i G.I. Joe. Così ho pensato che sarebbe stato perfetto creare un action figure della stessa grandezza dei G.I. Joe, ma astronauta. Tutti i bambini vorrebbero avere un gioco così. Lo vedo dai miei figli, che adorano gli action figure. Da qui è nato Buzz Lightyear (il cui nome deriva in parte dal secondo uomo che ha camminato sulla Luna, Buzz Al drin, e in parte da un termine tecnico, un’unità di misura spaziale, “lightyear”, da noi annoluce) che, se notate, è proprio vestito come i primi astronauti. I colori verde e viola, invece, derivano dal fatto che il verde è il mio colore preferito, mentre il viola quello di mia moglie. Il giocattolo che abbiamo costruito è proprio come quello del film. Schiacciando un bottone si aprono le ali, si accendono le luci e lui muove la testa. Inoltre sul braccio è dotato di laser e ha le dita che si muovono».

E infine, come dimenticare i tre alieni che Buzz incontra al Pizza Planet (quarta clip) e Rex, il tirannosauro più spaventato e insicuro dell’universo (quarta e quinta clip)? «Abbiamo pensato che Andy doveva avere un dinosauro come giocattolo. Il più incredibile e spaventoso tirannosauro. Poi, in realtà, abbiamo deciso di ribaltare la situazione, creando un dinosauro impaurito e vittima di un tremendo complesso di inferiorità, sempre terrorizzato dall’idea di non essere abbastanza spaventoso . Così è nato Rex, forse il giocattolo che fa più tenerezza».

E voi siete pronti a ridere di nuovo insieme a loro? L’avventura continua…

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