X-Files, questo disturbante episodio è in realtà un "crossover segreto" con un iconico film horror
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X-Files, questo disturbante episodio è in realtà un “crossover segreto” con un iconico film horror

L'amata serie si è connessa in modo sorprendente con uno dei più spaventosi film mai realizzati

X-Files, questo disturbante episodio è in realtà un “crossover segreto” con un iconico film horror

L'amata serie si è connessa in modo sorprendente con uno dei più spaventosi film mai realizzati

un frame di X-files

X-Files, l’amata serie targata Fox divenuta forse la più iconica degli anni ’90, ha consegnato alla storia del piccolo schermo alcuni dei più indimenticabili – nonché spaventosi – episodi televisivi mai scritti. Uno di questi in particolare, sembra tuttavia essere un “crossover” non ufficiale con uno dei più grandi film horror mai realizzati.

Stiamo parlando de La Cosa di John Carpenter, pietra miliare del genere horror, del quale l’Episodio 8 della prima stagione di X-Files, intitolato “Morte tra i ghiacci“, sembra rappresentare nientemeno che la sua degna controparte televisiva. Ma facciamo un passo indietro.

Entrambe le opere condividono molto più di che la mera atmosfera glaciale. La radice comune che le lega è infatti nella letteratura, più precisamente nel racconto di fantascienza La cosa da un altro mondo di John W. Campbell, pubblicato nel 1938. Questo racconto ha ispirato il film omonimo La Cosa da un altro mondo (1951) e successivamente il remake cult di Carpenter del 1983, La Cosa, mentre in seguito ha dato forma – in maniera più indiretta, ma dichiarata – l’episodio della serie sopracitato.

La trama di “Morte tra i ghiacci” riprende in maniera evidente le dinamiche del film di Carpenter. Dana Scully e Fox Mulder vengono inviati in una base scientifica in Alaska, teatro di un misterioso omicidio-suicidio di massa. Una volta arrivati, scoprono che qualcosa di non umano si nasconde tra i sopravvissuti. Un parassita extraterrestre si insinua nel corpo degli ospiti, provocando crisi di rabbia e perdita di controllo. L’analogia con La Cosa si fa evidente: un’entità mutaforma o simile, confinata in uno spazio isolato, che semina diffidenza e paura tra i membri del gruppo.

Anche la struttura narrativa è affine. Entrambe le storie sono autoconclusive, ambientate in luoghi remoti e claustrofobici. L’isolamento geografico diventa isolamento psicologico, mentre la paranoia si insinua nei protagonisti. Mulder finisce addirittura in quarantena, sospettato di essere stato contagiato, portando in scena un parallelismo col Dr. Blair del film segregato dai suoi compagni per aver mostrato comportamenti sospetti.

Ad ogni modo, le affinità non si fermano alla sceneggiatura. L’estetica di questo particolare episodio di X-Files ricorda in maniera impressionante quella del film di John Carpenter, ed è tutto fuorché casuale. Entrambi i progetti hanno infatti condiviso lo stesso production designer: Graeme Murray, che ha saputo ricreare quell’atmosfera gelida, opprimente e straniante che definisce l’identità visiva delle due opere.

Certo, le due storie prendono anche direzioni diverse. In La Cosa la creatura è un organismo in grado di assorbire altre forme di vita e replicarle perfettamente, rendendosi indistinguibile. In “Morte tra i ghiacci“, invece, il parassita non copia, ma altera l’ospite in modo più grezzo e istintivo, facendo emergere un’aggressività primordiale.

Insomma, l’episodio in questione si mostra come una rielaborazione intelligente di un immaginario condiviso, adattato alle atmosfere e ai personaggi di X-Files e che, pur essendo tra i primi della serie, mostra già tutti gli elementi destinati a fare la fortuna dello show: la tensione, il mistero, e quella chimica unica tra Scully e Mulder.

Cosa ne pensate? Fatecelo sapere nei commenti!

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Foto: Fox

Fonte: ComicBook

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