Sono passati ormai 18 anni dall’uscita nelle sale di X-Men, il primo film dedicato alla celebre squadra di mutanti dei fumetti Marvel, nonché lungometraggio considerato da molti un vero e proprio precursore del genere supereroistico come lo conosciamo oggi.
All’epoca delle riprese – ad esclusione di alcuni casi specifici come Superman o Batman – i cinecomic non potevano contare sull’ampio consenso di pubblico e critica che hanno oggi, e quindi realizzare un adattamento cinematografico di un fumetto ancora di “nicchia” era un’operazione decisamente rischiosa. A tal punto che il regista Bryan Singer temeva che il pubblico meno informato sui supereroi non apprezzasse i suoi personaggi, considerandoli piatti e troppo “cartacei”.
Come evitare quindi che la versione fumettistica dei protagonisti andasse ad influenzare in maniera eccessiva il film sugli X-Men? Ovviamente… vietando i fumetti sul set!
Sembra uno scherzo, ma è quanto ha rivelato l’attore Hugh Jackman in una recente intervista a MTV news, dove ha spiegato che durante le riprese si respirava un vero e proprio clima da “proibizionismo”:
«Bryan Singer voleva che la gente prendesse seriamente i personaggi dei fumetti, che li considerasse come personaggi tridimensionali. Temeva che le persone meno pratiche delle loro storie li considerassero invece bidimensionali, piatti, per questo a nessuno era permesso di portare fumetti sul set. Erano come oggetti di contrabbando.»
Alla fine comunque Singer è riuscito nell’impresa di far apprezzare i suoi mutanti da un ampio pubblico, quindi – pur se decisamente esagerato – pare che il divieto imposto agli attori abbia dato i suoi frutti! Cosa ne pensate di questo curioso aneddoto?
Fonte: Cinemablend
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