Yellowstone ha trasformato Taylor Sheridan in uno dei nomi più influenti della televisione americana contemporanea. Dal debutto nel 2018, il neo-western con Kevin Costner è diventato uno dei maggiori successi di Paramount, dando origine a un universo narrativo sempre più ampio, tra prequel, sequel e spin-off.
Ora, però, sull’origine della serie è scoppiato un caso giudiziario destinato a far discutere. Lauren J. Salkin, sceneggiatrice televisiva e giornalista dello spettacolo, ha citato in giudizio Taylor Sheridan con l’accusa di violazione del copyright, sostenendo che l’idea alla base di Yellowstone sarebbe stata ripresa da un suo precedente progetto.
Secondo quanto riportato da MovieWeb e The Wrap, Salkin avrebbe depositato la causa in California il 21 agosto 2026 contro Sheridan, Paramount e NBCUniversal. Al centro della vicenda c’è Sovereign Nation, un progetto televisivo che la sceneggiatrice avrebbe presentato alla società di produzione di Sheridan tra il 2016 e il 2017.
Secondo la ricostruzione contenuta negli atti, le presunte somiglianze tra Sovereign Nation e Yellowstone non riguarderebbero soltanto elementi generici tipici del western, come i conflitti per la terra, le famiglie potenti o le tensioni con le comunità locali.
Salkin sostiene infatti che la serie avrebbe ripreso specifiche scelte narrative, ambientazioni e dinamiche già presenti nei materiali da lei sviluppati. Tra gli elementi citati figurano un casinò tribale come centro di potere politico ed economico, i conflitti legati all’espansione oltre i confini di una riserva e alcuni meccanismi giuridici connessi all’utilizzo e allo sviluppo dei terreni.
La sceneggiatrice avrebbe inoltre presentato una comparazione tra i personaggi dei due progetti, sostenendo che alcune figure centrali di Yellowstone presenterebbero somiglianze sostanziali con quelle già ideate per Sovereign Nation.
Nel procedimento, Salkin chiede che venga riconosciuta la presunta violazione del copyright e avrebbe domandato anche un risarcimento economico non ancora quantificato, che potrebbe comprendere una parte dei profitti generati dal franchise di Yellowstone.
La sceneggiatrice avrebbe inoltre richiesto un processo con giuria e un provvedimento capace di impedire eventuali ulteriori utilizzi del materiale che ritiene derivato dal proprio lavoro.
Uno degli aspetti più delicati della vicenda riguarda il presunto accesso diretto di Sheridan al progetto. Secondo quanto riportato nella documentazione legale, Salkin avrebbe ricevuto una comunicazione da Elevate Entertainment nella quale si faceva riferimento al fatto che Sheridan avrebbe esaminato il materiale, pur non essendo disponibile in quel momento per nuovi progetti televisivi.
Poco tempo dopo, il 3 maggio 2017, Paramount Network annunciò ufficialmente Yellowstone come una delle sue prime grandi produzioni originali. La serie avrebbe poi debuttato il 20 giugno 2018.
Nel corso degli anni, Sheridan ha raccontato di aver iniziato a immaginare Yellowstone già nel 2013, inizialmente come film. Il progetto sarebbe stato poi trasformato in una serie televisiva e sviluppato per HBO prima di approdare definitivamente a Paramount.
Questo elemento potrebbe naturalmente diventare centrale nella sua difesa, dal momento che collocherebbe la nascita del progetto diversi anni prima rispetto ai contatti citati da Salkin.
La sceneggiatrice, però, sostiene che anche HBO fosse già a conoscenza di Sovereign Nation. Secondo la sua versione, un dirigente dell’emittente avrebbe addirittura respinto in passato una proposta legata a Yellowstone proprio perché ritenuta troppo simile al suo progetto.
Al momento, Taylor Sheridan, Paramount e NBCUniversal non hanno rilasciato commenti ufficiali sulle accuse.
La causa arriva in un momento particolarmente importante per Sheridan, che negli ultimi anni ha costruito un vero e proprio impero televisivo grazie non soltanto a Yellowstone, ma anche a serie come Mayor of Kingstown, Tulsa King, Lioness, Landman e The Madison.
Proprio per questo, una disputa sull’origine del titolo che ha contribuito più di ogni altro alla sua affermazione televisiva potrebbe avere un impatto significativo, almeno sul piano reputazionale.
Resta però fondamentale sottolineare che le affermazioni di Salkin sono al momento accuse contenute in un procedimento giudiziario e non fatti accertati. Sarà quindi il tribunale a stabilire se esistano davvero elementi sufficienti per dimostrare una violazione del copyright.
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