Zio Puppa
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Zio Puppa

Zio Puppa

Io ho due nipotini. Uno di sei e uno di quattro anni. Mi dicevano che mi sarei innamorato di loro follemente, che avrei voluto averli sempre con me e che sarei stato uno zio fantastico. Che avrei scoperto un modo d’amare nuovo e più profondo. FIGURIAMOCI. MA CHI? IO? Ho risposto così per mesi. Rispondevo così anche quando i due erano belli che nati, poppanti, urlanti, poco senzienti. Non mi emozionava mica sentir dire loro le prime parole, figuriamoci, ma chi se ne frega se dicono mamma o papà o cacca? Sono belli i bambini, bellissimi, ho sempre detto. Quelli degli altri. Urlano, strepitano, mangiano e cagano a ritmi folli, non dormono e non ti lasciano dormire, piangono e poi piangono di nuovo. No, non è proprio roba mia.

E poi… E poi un giorno, dal nulla, quello grande punta il dito verso di me e urla “Zio Puppa!”. E niente. Da allora non esiste più niente. Completamente rincoglionito dietro a questi due nani da giardino semoventi che mangiano come dei camionisti ucraini e corrono, corrono, corrono. Sempre. Che tu vorresti solo svenire con due birre sul divano e guardarti il posticipo del lunedì pomeriggio Bologna-Cremonese, e arriva uno dei due che dice “Zio Puppa, vieni con noi?”. Ma certo amore mio, ma non volevo fare nient’altro nella mia vita, ma sto già arrivando maledizione a voi e a quando mio fratello ha detto “siamo incinti”; ma “siamo” chi?, che mi pare che qui le gravidanze le abbia portate avanti con grande dignità mia cognata. Ma che colpa abbiamo noi? E poi, davvero, solo alla fine capisci che “incinti” eravamo tutti quanti, e che quei bambini sono anche un po’ tuoi.

L’altro giorno il grande stava parlando di suo zio con i suoi amichetti, a scuola. “Zio Puppa fa l’attore, fa i film ed è famoso!”. È fatta, penso, ormai ho in pugno lui e tutti i suoi amici. Sono il re della vita di mio nipote e anche quello di tutte le migliori Milf della classe! Vai, nipote mio seienne, racconta ai tuoi coetanei commilitoni tutto il lavoro in sottrazione che ho fatto per mesi al gelo in Ucraina per fare Easy. Dì loro quanta meditazione al silenzio nelle montagne del foggiano e quanta fatica e lacrime e pallini sparati per trovare l’essenza del Padrino de Il maledetto. Diglielo! “Mio Zio Puppa è BING!”. Tutti i bambini si girano verso di me. Attimo di silenzio. Esplosione di urla di giubilo, aggressione al ciccione in questione con conseguente abbraccio collettivo e baci e abbracci come mai al mondo. Poi niente, si passa ad altro. Bing. Una specie di coniglio nero bambino a cui succedono cose che potrebbe risolvere ma che non risolve, perché si sente più scemo di quello che è davvero. Idolo incontrastato di mio nipote. E per questo, mutuandone verso e funzioni, mi ci ritrovo io, a essere lo zio adorato. E ci credeva talmente tanto, da essere riuscito a convincere tutti i suoi amichetti che fosse così. E aveva quasi convinto anche me. Che bello, che è stato.

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