«Gli zombie sono la rivoluzione, la nuova generazione che si mangia la vecchia»: era il 2007 quando George Romero pronunciò queste parole. Chissà se aveva idea di cosa sarebbe accaduto di lì a pochi anni: l’arrivo di una “nuova generazione” pronta a soppiantare la precedente, morti viventi (e amanti) che invece di nutrirsi del cervello delle vittime ne succhiano le emozioni e riscoprono cosa significa essere umani. Sono gli zombie del XXI secolo, quelli di Warm Bodies, i “corpi caldi” che caldi non sono (più): prima romanzo firmato Isaac Marion, ora film diretto da Jonathan Levine (50 e 50) e con protagonisti due volti noti del cinema teen come Nicholas Hoult (X-Men: L’inizio) e Teresa Palmer (Io sono il numero quattro). Non sappiamo se diventerà il nuovo Twilight, come qualcuno ha pronosticato: troppo legato all’immaginario del mangiacervelli, troppo strano immaginare l’amore tra una bionda e un cadavere; ma potrebbe diventare un cult, e non passerà inosservato tra i fan del genere, che si preparano a una nuova rivoluzione “eretica”. A cui fa da contraltare un’ulteriore ondata di zombie da tradizione: oltre al successo di The Walking Dead, nel 2013 vedremo una coppia di poliziotti non-morti formata da Ryan Reynolds e Jeff Bridges in R.I.P.D., e soprattutto i milioni di cadaveri schierati da Brad Pitt e Marc Forster nel loro attesissimo World War Z. Cacciano in branchi e costruiscono montagne di corpi per scalare i muri: quanta strada ha fatto il non-morto dalla notte dei tempi. O dai tempi della Notte…

Leggi tutto lo speciale su Best Movie di gennaio 2013

© RIPRODUZIONE RISERVATA