Oggi pubblichiamo la decima puntata del nostro approfondimento sulla storia degli Effetti speciali al cinema, con cui ripercorriamo alcuni dei momenti più memorabili passati per il grande schermo.

Come abbiamo avuto modo di vedere fino ad oggi con le prime 9 puntate di questo nostro speciale, di mostruose creature il cinema ne è sempre andato ghiotto. A strabiliare gli spettatori nel 1954 ci pensò anche Walt Disney che decise di deporre per un attimo matita e album da disegno per produrre il suo primo film completamente in live action. 20.000 leghe sotto i mari divenne uno dei grandi classici della casa di Topolino e, con uno sforzo produttivo notevole (la troupe tecnica contava 400 elementi), diede vita a una delle scene destinate a rimanere per sempre scolpita nell’immaginario collettivo del pubblico: quella della battaglia tra la tentacolare piovra gigante (in realtà un modellino) e la ciurma del capitano Nemo, che da sola valse al film l’Oscar per i migliori effetti speciali (che fece il bis con quello per le scenografie). Per dare vita alle meraviglie di 20.000 leghe sotto i mari ad essere utilizzata fu ancora una volta la tecnica del Dynamation (che permetteva di dare l’impressione che le miniature interagissero direttamente con gli attori) e del matte painting che resteranno i capisaldi degli effetti speciali fino all’avvento del digitale con Piramide di paura di Barry Levinson, in cui comparirà il primo personaggio animato completamente in computer grafica.

20.000 leghe sotto i mari – Trailer

Il trailer del film annuncia “la scena più emozionante mai vista al cinema” riferendosi alla battaglia tra la piovra gigante (in realtà un modellino manovrato dagli animatori sul set) e la ciurma del Capitano Nemo. La potete vedere al minuto 3:50 del trailer.

Domani tornate a trovarci per l’undicesima puntata di Cinema ad effetto “Il ciclope e gli Argonauti”

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