Oggi pubblichiamo la diciottesima puntata del nostro approfondimento sulla storia degli Effetti speciali al cinema, con cui ripercorriamo alcuni dei momenti più memorabili passati per il grande schermo.

Era il 1977 quando gli spettatori di tutto il mondo salirono a bordo della mitica nave spaziale Millenium Falcon insieme a Luke Skywalker, Obi-Wan Kenobi e Han Solo solcando l’universo e combattendo contro le flotte imperiali. Un’esperienza (è proprio il caso di dirlo) galattica per il pubblico di quei giorni che premiò l’estro creativo di George Lucas regalando a Guerre stellari un incasso senza precedenti per un film di fantascienza: 775 milioni di dollari ai botteghini di tutto il mondo (che tenendo conto dell’inflazione corrisponderebbero a 2,1 miliardi di dollari odierni). A trasformare le visionarie idee di Lucas nelle spettacolari immagini che tutti conosciamo fu un uso magistrale dei modellini che diedero vita prima agli scontri galattici tra gli incrociatori stellari, le navicelle dell’Impero e il Millennium Falcon (un modellino da 1,5 metri) e nel gran finale allo scontro decisivo tra la Morte nera e le navicelle della ribellione. Sequenze ancora oggi esaltanti  nella loro “primitività” e rese possibili anche dallo sviluppo del motion control, ovvero del contro computerizzato della telecamera che poteva così compiere riprese più precise e dettagliate. Se esiste un film insomma cui l’industria degli effetti speciali deve davvero qualcosa è senz’altro Guerre stellari.
Nato come la “pazzia” di uno studente di cinema quasi alle prime armi e di un team di entusiasti e abilissimi creatori di modellini e maquette (plastici) Guerre stellari segnò il vero punto di partenza per lo sviluppo di società interamente dedicate alla creazione di effetti speciali. Grazie alla lungimiranza e all’intraprendenza del suo creatore George Lucas il film si trasformò subito in fenomeno, portando alla fondazione della ILM (Industrial Light & Magic), e della Skywalker Sound, divisioni specializzate in effetti visivi e sonori della neonata società di produzione cinematografica Lucas Film. Una realtà che ancora oggi resta un punto di riferimento imprescindibile per il settore ed è stata all’origine di alcuni dei più sensazionali progressi nel campo degli effetti speciali. A disegnare tutti gli alieni e i personaggi di Guerre stellari fu l’esperto italiano Carlo Rambaldi, che utilizzava come tecnica per rendere i suoi mostri credibili quella di utilizzare tratti somatici di animali. Tra le sue creazioni successive ci sono E.T. (per il quale si era ispirato ad un gatto) e la spaventosa creatura di Alien di Ridley Scott (per la quale progettò la complessa testa meccanica) che gli valse un Oscar. Il lavoro di Rambaldi può essere considerato il corrispettivo negli anni ’70 di quello reso possibile poi dall’arrivo della computer grafica. Una sorta di equivalente qualitativo della Weta Digital o dell’Industrial Light & Magic. Nel 1997 la trilogia originale è stata rimasterizzata e ridistribuita nei cinema (a poche settimane di distanza l’uno dall’altro, a partire da gennaio), e successivamente in VHS,con il nome di Edizioni speciali. Lucas si avvalse del digitale per ricreare alcuni personaggi, ampliare gli ambienti, aumentare i personaggi sullo sfondo.

Star Wars IV

La celebre scena in cui Obi Wan combatte contro  Darth Vader con le spade laser. L’effetto luminoso delle spade era realizzato in post produzione utilizzando agenti chimici o reimpressionando la pellicola. Gli attori usavano in realtà semplici spade bianche.

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