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Negli ultimi anni, infine, altri due cult del genere sci-fi sono stati ripescati per altrettanti remake.

Il primo è La guerra dei mondi. Il capostipite cinematografico di questo titolo, ispirato all’omonimo romanzo di H.G. Welles del 1987, è il film di Byron Haskin del 1953. L’aspetto dei marziani realizzati per la pellicola, influenzò Spielberg per l’alieno di E.T. e non solo… Nel 2005 egli stesso diresse il remake, attingendo contemporaneamente al romanzo e anche al famoso adattamento radiofonico che Orson Welles ha letto al Mercury Theatre, spaventando mezza America, nel 1938 (prima di realizzare il suo film, Spielberg acquistò l’unica copia rimasta della sceneggiatura della trasmissione radiofonica). All’epoca del regista di Quarto potere il testo costituiva una metafora dell’incombente minaccia nazista, mentre nella versione di Spielberg si evince un chiaro riferimento al clima post 11 settembre: non a caso Rachel (Dakota Fanning), la figlia del protagonista (Tom Cruise), chiede al padre se la catastrofe che li sta colpendo sia frutto di un attacco dei terroristi islamici. D’altra parte nel film non vengono mai usate le parole “alieno/i” o “marziano/i”. La versione del 2005 è costata circa 132 milioni di dollari (contro i 2 di quella originale), investiti soprattutto negli effetti speciali e nella creazione dei tripodi, che rispettano esattamente la descrizione del romanzo (mentre nella versione del 1953 anziché da gambe meccaniche erano stati sostituiti da tre raggi magnetici). Il film, però, recupera quasi integralmente alcune sequenza della pellicola originale. Tra quelle più evidenti c’è la scena che vede gli alieni in esplorazione nel seminterrato di Ogilvy (Tim Robbins): Tom Cruise taglia con un ascia uno dei bracci-spia alieni come fece Gene Barry nel 1953.

Ecco la registrazione della trasmissione radiofonica di Orson Welles:

Ecco il trailer de La Guerra dei mondi del 1953:

Ecco il trailer de La Guerra dei mondi del 2005:

Nel 2006, invece, approda nelle sale Invasion, terzo remake de L’invasione degli ultracorpi, film di Don Siegel del 1956, a sua volta basato sull’omonimo romanzo di Jack Finney, che racconta di alieni che clonano gli esseri umani (crescendo in grandi baccelli), creando “replicanti” in tutto e per tutto simili agli originali, ma privi di emozioni e sentimenti.

Il primo remake venne realizzato nel 1978 da Philip Kaufman, Terrore dallo spazio profondo con Donald Sutherland come protagonista e Don Siegel e Kevin McCarthy come guest star. Abel Ferrara realizzò il secondo remake nel 1993. Si arriva quindi alla versione del 2006, che nonostante la presenza di Nicole Kidman (affiancata da Daniel Craig, che proprio sul set del film viene ingaggiato per Casino Royale) e il supporto in extremis dei fratelli Wachowski (chiamati da Warner Bros. per “riparare” alcune scene del regista Hirshbiegel), è uno dei più grossi flop dell’anno: con un budget di 80 milioni di dollari ne incassa poco più della metà in tutto il mondo.

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