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Essendo stati posti dal San Diego Comic Con a pochissime ore di distanza l’uno dall’altro, gli attesissimi panel riservati a The Walking Dead e Il Trono di Spade non potevano che diventare oggetto di confronto, di ipotetico studio sulle modalità di advertising che si muovono dietro a due fenomeni mediatici così imponenti. Il tutto all’insegna di un “duello” che si rinnova per la supremazia ideale come serie di culto di questo decennio. I fiori all’occhiello di HBO e AMC, le emittenti che soprattutto grazie a questi show rappresentano oggi il miglior connubio tra intrattenimento generalista e qualità del prodotto.

Se volessimo giocare con gli indizi e stabilire lo “stato di salute” de Il Trono di Spade e The Walking Dead basandoci sui due panel, oseremmo dire che quest’ultima serie si trova in uno stato di piena salute, mentre la prima parrebbe sull’orlo dello sfinimento. Tanto è stato vivace e ben orchestrato il panel della serie AMC moderato dall’immancabile Chris Hardwick, tanto invece si è protratto con qualche fatica quello di Game of Thrones, decisamente a secco di immagini se non per due inserti: un brevissimo (e non troppo coinvolgente) footage dedicato ai provini di alcuni attori per le rispettive parti, e un montato scherzoso di altri show che hanno celebrato il successo della serie. Insomma, niente di nuovo da proporre al pubblico e bocche totalmente cucite riguardo la nuova stagione, che sarà un punto di svolta piuttosto importante visto che i libri di George R.R. Martin da cui adattare storie e personaggi sono al momento finiti…

Il trailer in anteprima della prossima stagione di The Walking Dead ha aperto la conferenza ed evidenziato la volontà specifica di rinnovare in corsa alcune delle coordinate fondamentali della serie: Rick per esempio non è più un leader indiscutibile, la sua capacità di tenere unito il gruppo contro ogni tipo di avversità viene minata dalla presenza di altri personaggi altrettanto carismatici e capaci di imporsi. L’orientamento dei nuovi episodi sembra indirizzato verso l’approfondimento psicologico e le dinamiche emotive che legano le figure in scena. Una scelta che, se confermata il prossimo ottobre con la messa in onda del premiere, impreziosirebbe e non poco lo show proprio attraverso ciò che era un po’ mancato nelle stagioni precedenti. «Rick deve ricostruirsi come uomo – ha confermato Andrew Lincoln al panel – e confrontarsi con altre persone che in qualche modo rappresentano i lati migliori, ma anche i più oscuri, della sua personalità sarà un grande approfondimento del suo personaggio

La storica produttrice della serie Gale Anne Hurd ha annunciato una serie di iniziative promozionali che testimoniano come The Walking Dead sia sempre più sulla cresta dell’onda. La prima puntata della nuova annata durerà ben novanta minuti, come successo per quella che ha chiuso la serie precedente. E per la sua messa in onda il prossimo 11 ottobre è stato scelto come teatro uno dei luoghi più simbolici e affascinanti degli Stati Uniti, il leggendario Madison Square Garden a New York, che verosimilmente ospiterà migliaia e migliaia di fan esultanti.

Di fronte a questo battage come già scritto il panel de Il Trono di Spade è risultato piuttosto asfittico. Senza supporto visivo a disposizione e senza la possibilità di annunciare novità future, la parte del cast venuta a presenziare il Comic Con – mancavano comunque nomi fondamentali come Peter Dinklage, Nikolaj Koster-Waldau, Lena Headey ed Emilia Clarke – ha cercato di sopperire alla mancanza di materiale con la simpatia. C’è riuscito in pieno John Bradley, che parlando del suo personaggio Samwell Tarly ha affermato che «il poveretto guarda al sesso come potrebbe guardare allo spazio profondo: consapevole di non conoscerne neppure una parte infima…». Sophie Turner e Gwendoline Christie hanno sottolineato con giusta fierezza come la serie sia anche costruita su personaggi femminili forti, sfaccettati, complessi. La produttrice Carolyn Strauss è stata l’unica che ha parlato, seppur in maniera ermetica, di ciò che Game of Thrones ci riserva per il futuro: «La sesta stagione sarà improntata ancor più delle precedenti sul realismo delle situazioni e alla verità dei caratteri. La forza in più che il nostro prodotto possiede è quella di garantire spettacolo ma anche introspezione, e vogliamo continuare a regalare al pubblico entrambe.» Insomma, troppo poco per entusiasmare.

Cosa ci riserva dunque il futuro di The Walking Dead e Il Trono di Spade? Se le coordinate dello show AMC appaiono ben delineate e rigenerate dagli episodi che ci aspettano, lo stesso purtroppo non si può dire per quello targato HBO. Magari ciò non significa necessariamente un impoverimento della qualità della serie: avendo più spazio di manovra a disposizione è anche possibile che le sorprese che ci attendono non siano negative, tutt’altro. La sensazione che però il panel del Comic-Con ha lasciato è che si sia un po’ in alto mare sulla scelta di quale direzione seguire per quanto riguarda storia, personaggi e toni. Speriamo sinceramente che già dalla prima puntata della sesta stagione Game of Thrones sappia spazzare via tutte le perplessità suscitate dall’evento di San Diego.

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