Colin Farrell e Margot Robbie da oggi al cinema con A Big Bold Beautiful Journey, meraviglioso viaggio alla scoperta del proprio passato
whatsapp

Colin Farrell e Margot Robbie da oggi al cinema con A Big Bold Beautiful Journey, meraviglioso viaggio alla scoperta del proprio passato

Un racconto straordinario sospeso tra memoria e fantasia, dove porte misteriose aprono varchi sul passato e due sconosciuti trovano se stessi nella riscoperta dei propri ricordi e nell'incontro con l'altro. Protagonisti sono Margot Robbie e Colin Farrell, per la prima volta insieme sul grande schermo ma già destinati a diventare la coppia dell'anno 

Colin Farrell e Margot Robbie da oggi al cinema con A Big Bold Beautiful Journey, meraviglioso viaggio alla scoperta del proprio passato

Un racconto straordinario sospeso tra memoria e fantasia, dove porte misteriose aprono varchi sul passato e due sconosciuti trovano se stessi nella riscoperta dei propri ricordi e nell'incontro con l'altro. Protagonisti sono Margot Robbie e Colin Farrell, per la prima volta insieme sul grande schermo ma già destinati a diventare la coppia dell'anno 

a big bold beautiful journey

Un grande, audace, bellissimo viaggio. A Big Bold Beautiful Journey. Un titolo che sembra partire già come una dichiarazione d’intenti.
Nessun autore farebbe una simile promessa al suo pubblico senza avere in mano una storia davvero incredibile da raccontare. Una di quelle storie universali che il linguaggio cinematografico è da sempre in grado di trasformare in esperienze condivise, in sogni collettivi. E infatti, quella di David e Sarah è proprio una di queste storie. È l’incontro di due estranei che, quasi per magia, si ritrovano a percorrere un itinerario surreale suggerito dal GPS dell’auto di lui, come se la tecnologia avesse deciso inspiegabilmente di trasformarsi in una mappa della loro anima. A ogni coordinata corrisponde una porta sospesa tra presente e passato. A ogni porta una via d’accesso a un momento cruciale della loro vita. Stanze della memoria in cui riaffiorano scelte mancate, amori spezzati, traumi irrisolti, promesse infrante, emozioni mai del tutto sopite. È attraverso questo viaggio nel tempo che David e Sarah, dapprima due sconosciuti, provano a conoscere per la prima volta se stessi, specchiandosi l’uno nell’altra e iniziando a rivivere il loro passato in funzione di un nuovo futuro. Forse da trascorrere insieme.

Margot Robbie e Colin Farrell sono i volti e custodi di questa avventura fantastica. Lei con il tipico magnetismo di chi riesce sempre a trasformare un ruolo in icona. Lui con la vulnerabilità di chi è in grado di farsi attraversare dai personaggi che interpreta. La loro alchimia si traduce in un dialogo tra anime il cui vero percorso non riguarda GPS galeotti o porte magiche, ma la vera comprensione di chi si è stati davvero… il solo modo per capire chi si potrebbe diventare.
A Big Bold Beautiful Journey – Un viaggio straordinario è proprio questo: un racconto universale che interroga prima i suoi protagonisti e poi lo spettatore sul tempo trascorso, sull’identità, sul senso stesso del ricordo. E la storia produttiva del film rappresenta già un tassello del suo grande fascino.

Nel 2020 la sceneggiatura, firmata da Seth Reiss, era entrata a far parte della cosiddetta “Black List”, la celebre raccolta annuale dei migliori script non ancora prodotti, venendo definita “una delle più originali e gettonate del mercato”. Sono stati necessari quattro anni e la sinergia tra più anime artistiche a dargli forma: quella dello stesso Reiss, a bordo del progetto anche nelle vesti di produttore, e quella di Kogonada, regista che con Columbus e After Yang ha conquistato critica e festival grazie al suo stile poetico e alla capacità di dare corpo alle emozioni più sottili. Ma anche attraverso le musiche del compositore giapponese Joe Hisaishi, lo stesso nome dietro le più grandi colonne sonore dello Studio Ghibli e delle opere di Takeshi Kitano, un maestro capace di evocare con le sole note degli interi mondi interiori. Il risultato è un’opera che sfugge ai generi del cinema.

Romance, fantasy, dramma, commedia, fantascienza: tutto si fonde per dar vita a un ibrido poetico sospeso tra realismo e surrealismo. Un film che si regge su quel raro equilibrio tra racconto intimista ed esplosione visiva, tanto capace di catturare lo sguardo con la forza immediata delle sue immagini, quanto di scavare negli strati più profondi e segreti dell’essere. Intorno alla coppia formata da Robbie e Farrell si muovono interpreti altrettanto incisivi come Phoebe Waller-Bridge, Kevin Kline, Lily Rabe, Jodie Turner-Smith, Billy Magnussen, Sarah Gadon e Hamish Linklater, tutti nei ruoli di volti del passato e del presente dei protagonisti: compagni di scuola, ex amanti, genitori, parenti, amici che hanno significato qualcosa nelle loro vite. Nel loro trascorso. Perché è proprio nella memoria che A Big Bold Beautiful Journey – Un viaggio straordinario trova la sua raison d’étre. Nel ricordarci che ognuno di noi porta dentro di sé delle porte chiuse che attendono di essere aperte. Perché trovare il coraggio di farlo non significa soltanto affrontare il passato, ma avere la possibilità di scrivere un nuovo inizio.

La nostra intervista a Colin Farrell e Margot Robbie 

Colin Farrell e Margot Robbie non avevano mai recitato insieme prima di A Big Bold Beautiful Journey – Un viaggio straordinario. Eppure, visti sullo schermo, sembrano nati per farlo. Lui, attore irlandese dalla carriera imprevedibile, capace di attraversare generi e registri con la stessa intensità, dall’action di
The Batman al dramma umano de Gil spiriti dell’isola. Lei, star australiana che ha saputo trasformarsi in icona globale senza mai rinunciare alla sfida dell’interpretazione, come ci raccontano le sue Harley Quinn, Barbie o Tonya Harding. Insieme danno vita a una delle coppie più magnetiche della stagione, un incontro di talenti che valica i confini del semplice racconto cinematografico diventando promessa di emozione pura.

Cosa vi ha attirato del film?
COLIN FARRELL: «La sceneggiatura era bellissima, una delle più toccanti che abbia mai letto in 25 anni di carriera. Avevo già lavorato con Kogonada in After Yang e mi era piaciuto moltissimo il copione. Raccontava di come siamo fatti, del principio che siamo il risultato di nostra vita, compreso il non sapere quali momenti significativi, o apparentemente significativi, potrebbero svelarci quelle grandi verità che ci consentirebbero di vivere meglio nel nostro presente».
MARGOT ROBBIE: «Era da tanto che volevo lavorare con Colin. Questo e stato il mio primo pensiero che ha attirato la mia attenzione verso il film. Poi ho dato un’occhiata ai precedenti lavori di Kogonada e ne sono rimasta folgorata. E stato molto facile dire di si».

Come ha influito, attraverso i personaggi che interpretate, sulla vostra quotidianità?
CF: «Mio padre è morto pochi mesi fa e il fatto di poter tornare indietro nel tempo è stato in un certo senso fantastico, assurdo, triste e gioioso allo stesso tempo. Quando è mancato, c’eravamo tutti e io ho potuto stringergli le mani proprio poco prima che spirasse. Girare questo film ha rappresentato un momento cruciale nella mia vita. Mi ha fatto pensare che siamo cosi impegnati a cercare di tenere tutto insieme, momento dopo momento, che ci sembra di non avere il controllo su niente. Siamo occupati ventiquattro ore al giorno e questo ci fa perdere di vista il piacere del singolo istante, ciò che la quotidianità ha da offrirci. Finiamo per non riconoscere più le cose che contano nella vita e l’importanza di certi momenti»
MR: «Entrambi i personaggi sono complessi ma semplici, adorabili ma anche detestabili, chiusi a qualsiasi possibilità possa offrirti il mondo, ma allo stesso tempo pieni di speranza verso il futuro»

Avete mai preso una decisione veramente audace nella vostra vita?
MR: «Per quanto mi riguarda, lasciare l’Australia e provare a sfondare a Hollywood. Ho fatto i bagagli e tagliato alcuni ponti a tal punto da non avere più alcun motivo per tornare».
CF: «Anch’io ho fatto una scelta simile. Avevo 22 anni, frequentavo la scuola di recitazione a Dublino e un giorno mi è stata offerta una parte in uno show televisivo, dove no recitato per due anni. Quando mi hanno proposto la terza stagione, ho detto di no. Avevo deciso di andare in America a costo di essere un attore disoccupato».

Qualcosa di bello che associate al film?
MR: «Ho trovato la sceneggiatura molto toccante, delicata, capace di guardare ad alcuni degli aspetti più complessi dell’essere umano come l’amore, il dolore, la perdita, il senso di colpa, la vergogna, attraverso una lente molto raffinata, e questo mi è piaciuto molto».
CE, «Oltre all’aspetto umano di cui parlavo prima, devo dire che quando ho saputo che Margot era entrata a far parte del
progetto, mi sono davvero entusiasmato. Sono un suo grande estimatore da molto tempo per cui quando ho saputo che lo stava considerando, non volevo crederci.
Quando poi mi hanno riferito che le era piaciuto molto, sono rimasto a bocca aperta».

In questo viaggio alla ricerca della felicità è meglio partire consapevoli di tutti i rischi che può comportare o non partire affatto e accontentarsi?
MR: «Credo che la felicità sia in qualche modo un surrogato del sentirsi soddisfatti. Per cui perseguire la felicità a tutti costi, per me, significa andare incontro all’insoddisfazione. Sarah è rimasta completamente delusa dalla vita. Si aspetta il peggio. Che le madri muoiano, che i padri se ne vadano, si aspetta di essere abbandonata dal suo uomo. È così afflitta che ormai non è nemmeno disposta a rischiare per trovare l’uomo giusto, crede perfino che non esista. Personalmente vale sempre le pena rischiare, l’alternativa è rimanere con il dubbio di non sapere che se l’avessi fatto…».
CF: «Penso che sia meglio partire in ogni caso, anche se non voglio sapere il tipo di viaggio che mi aspetta. Ogni iniziativa rappresenta una possibilità. E tutta questione di possibilita. Ogni certezza, anche se può sembrare confortante, ti priva di qualcosa dell’esperienza umana».

E per concludere, meglio essere amati o amare qualcuno?
MR: «Preferisco di gran lunga amare qualcuno».
CF: «Penso che amare qualcuno sia il dono più grande. É molto più facile dare che ricevere».

(Intervista di Roberto Croci, testi a cura di Simona Carradori)

© RIPRODUZIONE RISERVATA