Questo geniale thriller HBO dimostra che bastano una manciata di episodi per creare una serie memorabile
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Questo geniale thriller HBO dimostra che bastano una manciata di episodi per creare una serie memorabile

In un'epoca in cui spesso si confonde la quantità con la qualità, questa serie costruisce personaggi complessi e tensione costante in pochissimi episodi

Questo geniale thriller HBO dimostra che bastano una manciata di episodi per creare una serie memorabile

In un'epoca in cui spesso si confonde la quantità con la qualità, questa serie costruisce personaggi complessi e tensione costante in pochissimi episodi

Questo geniale thriller HBO dimostra che bastano una manciata di episodi per creare una serie memorabile

Se siete alla ricerca di un thriller mozzafiato da vedere tutto in una serata, la risposta è su HBO Max. Task, un crime-drama del 2025, ha appena sette episodi, ma è uno degli show più acclamati della piattaforma e la perfetta dimostrazione del fatto che, a volte, bastano solo una manciata di puntate per realizzare qualcosa di eccellente e memorabile.

Lo show, creato da Brad Ingelsby (Omicidio a Easttown) vede protagonisti la star Marvel Mark Ruffalo e Tom Pelphrey nel ruolo di due uomini destinati a scontrarsi. Tom Brandis è un ex sacerdote cattolico segnato da un passato tragico e successivamente diventato agente dell’FBI, al quale viene ordinato di investigare su una serie di pericolose rapine a mano armata. Robbie Prendergrast, invece, è un padre di famiglia e netturbino che, dopo essere finito in cattive acque economicamente, decide di compiere dei furti presso le case di spaccio di Philadelphia per poter provvedere al sostentamento dei suoi figli. Quello che inizia come un classico “gioco del gatto e del topo” si trasforma progressivamente in uno scontro tra due persone che cercano disperatamente di salvare ciò che resta delle proprie vite.

Già da questa sinossi si può comprendere il punto di forza di questo crime/thriller. Task, infatti, è una serie sul crimine soltanto sulla carta: ciò che interessa davvero gli autori è raccontare la fragilità umana, la tragedia personale e le conseguenze emotive legate alle scelte dei personaggi. Per certi versi, insomma, è più vicina a un dramma umano che al classico poliziesco. A catalizzare l’attenzione è soprattutto l’ambiguità morale dei personaggi, che scongiura qualsiasi divisione netta tra buoni e cattivi. Task dedica lo stesso spazio sia a Tom che a Robbie, raccontando le loro paure, le loro motivazioni e le loro fragilità. Lo scontro tra i due è inevitabile, ma per lo spettatore diventa pressoché impossibile schierarsi, poiché non ci sono villain né eroi, ma soltanto due uomini imperfetti e vittime dei propri errori.

Uno degli aspetti più apprezzati di questo thriller è infine la sua capacità di mantenere alta l’attenzione e di dosare bene il ritmo della narrazione lungo tutto l’arco narrativo. Task ha appena sette episodi, ma li gestisce alla perfezione, raccontando tutto ciò che deve raccontare senza sottotrame superflue, senza episodi di transizione e senza momenti pensati appositamente per allungare il minutaggio. Ogni scena ha uno scopo preciso, che si tratti di approfondire la psicologia di un personaggio o di mandare avanti il mistero principale. Questa compattezza fa sì che ogni singolo episodio appaia come assolutamente fondamentale e trasformi la visione in un’esperienza intensa. Una qualità senza dubbio sempre più rara nell’attuale panorama televisivo, e uno dei motivi principali per cui Task si presta perfettamente a una visione concentrata in un weekend, in attesa della seconda stagione già confermata.

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