Jonathan Bailey Bridgerton

Jonathan Bailey Bridgerton: è l’attore britannico a interpretare Antony Bridgerton, il primogenito della famiglia che sarà il protagonista della seconda stagione della serie Netflix. Il prossimo ciclo di episodi vedrà, inoltre, l’esordio di un nuovo personaggio femminile, interpretato da Simone Ashley.

Conosciamo meglio l’attore.

Jonathan Bailey biografia

Nato a Wallingford, Oxfordshire, nel Regno Unito, ha tre sorelle maggiori. La sua passione per la recitazione nasce in tenera età. Jonathan ha infatti solo cinque anni quando decide che da grande avrebbe fatto l’attore, dopo aver visto la produzione teatrale Oliver!. Il debutto avviene di lì a poco, nel 1997 nella serie Bramwell, dove interpreta William.

Seguono altri piccoli ruoli in televisione e vari spettacoli teatrali. Nel 2005 esordisce sul grande schermo con il film 5 bambini & It, seguito da Elizabeth: The Golden Age e St. Trinian’s. Nel 2011 ottiene il ruolo da protagonista nella sitcom Campus. L’anno successivo interpreta Leonardo da Vinci nella serie Leonardo. Recita poi in Me and Mrs. Jones; Groove High; Broadchurch; Doctor Who; Crashing; Le avventure di Hooten & the Lady; Chewing Gum; Jack Ryan; Testament of Youth; Il mistero di Donald C.

Nel 2019 vince il Laurence Olivier Award come miglior attore non protagonista in un musical per Company.

Jonathan Bailey Bridgerton
Jonathan Bailey | Foto: Getty Images

Jonathan Bailey Bridgerton

L’attore è il visconte Antony Bridgerton nella serie Netflix Bridgerton, che lo vedrà protagonista nella seconda stagione. Al suo fianco Simone Ashley nei panni di Kate, la donna che farà perdere la testa al bel visconte.

Jonathan Bailey vita privata

Non ha mai nascosto la sua omosessualità, nonostante molti suoi colleghi gli avessero consigliato di non fare coming out perché ciò avrebbe messo a repentaglio la sua carriera.

L’attore ha raccontato che le conversazioni più conservatrici le ha avute proprio con uomini gay dell’industria cinematografica, dai quali ha avvertito un forte senso di vergogna. “L’industria ha anche bisogno di attori gay. È una necessità raccontare l’omosessualità o temi vicini.”

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