La vita che verrà Herself

La vita che verrà Herself: nelle sale cinematografiche il film diretto da Phyllida Lloyd, regista di Mamma Mia! e The Iron Lady.

Il film, presentato in anteprima mondiale al Sundance Film Festival, tratta il tema della violenza sulle donne attraverso la storia di Sandra, interpretata dall’attrice irlandese Clare Dunne, che firma anche la sceneggiatura della pellicola.

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La vita che verrà Herself: trama e cast

Sandra (Clare Dunne) è una giovane donna e madre. Dopo l’ennesimo atto violento da parte del marito, che le danneggia irreparabilmente il braccio, riesce finalmente a fuggire con le sue due figlie. Ma ricominciare una vita al sicuro non è facile. La società dovrebbe aiutare e proteggere lei e le sue bambine ma così non è. Le associazioni di social housing e di protezione ci provano ma sembra impossibile trovare un alloggio stabile. Così, con il sostegno di una donna presso la quale fa le pulizie, Sandra decide di costruire da sé una casa tutta per loro. L’aiuto gratuito di altre persone renderà reale l’impresa, nonostante le ingenti difficoltà e le minacce dell’ex marito, deciso a riprendersi quella che lui considera la “sua” donna, come se fosse un oggetto.

C’è il lieto fine, come in tutte le favole. La differenza è che qui non c’è finzione. Quella raccontata è la brutta realtà di molte donne.

IL TRAILER

La vita che verrà
Clare Dunne, Phyllida Lloyd e Harriet Walter | Foto: Getty Images

Phyllida Lloyd ha dichiarato che le vicende narrate nel film si ispirano a una storia che Clare Dunne conosce direttamente e alle tante ricerche che hanno svolto con organizzazioni di aiuto contro la violenza sulle donne. La pellicola “vuole raccontare un viaggio di speranza molto attuale. La pandemia ha accentuato la piaga della violenza. Alla base c’è la cura, la rinascita, difficile, in salita, di chi va via per la violenza domestica. È un percorso di cui tutti siamo responsabili e su cui non possiamo chiudere gli occhi: dall’isolamento alla comunità, è solo così che si rinasce.” Si può ricominciare e il cinema, ha sottolineato la regista, “può provocare cambiamenti e spero che sia motivazionale per tante donne.”

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