Considerato tra le visioni più difficili e insostenibili del cinema sperimentale, questo film ormai diventato un vero e proprio cult è spesso descritto come “uno dei film più inquietanti mai realizzati”. Un’opera che, seppur sfiancante tanto sul piano emotivo quanto sensoriale, non potrà che incatenarvi allo schermo per lanciarvi in un incubo primordiale dal quale non c’è risveglio.
Begotten, realizzato nel 1989 da E. Elias Merhige (L’ombra del vampiro) dura solo 72 minuti, durante i quali mette a dura prova i nervi dello spettatore. L’opera ci mostra il mito della creazione trasfigurato in un rituale disturbante, dove la morte violenta di Dio dà origine a Madre Terra, a un Figlio deforme e a un universo di pura brutalità senza filtri.
Il filtro bianco e nero sporco, granuloso e sovraesposto rende la visione ancora più destabilizzante. Le scene più crude, che includono stupri, sangue e corpi martoriati, non sono mai mostrate in modo chiaro, ma mostrate solo superficialmente, lasciando così allo spettatore il compito di completarle con la propria suggestione. Un espediente che amplifica il disgusto, e trasforma l’esperienza in una tortura visiva… sicuramente affascinante, ma decisamente insopportabile.
Merhige procede con un ritmo lentissimo, obbligando lo spettatore a soffermarsi su ogni dettaglio, ogni goccia di sangue, ogni atto di violenza. Lo shock immediato di ogni sequenza nasconde tuttavia un ben più grande e profondo. Begotten è una metafora brutale di come l’umanità tratta sé stessa e la natura, un mondo senza Dio (o senza fede) che si abbandona al caos, alla violenza e alla sopraffazione.
Il finale, tra morte, smembramenti e fiori che sbocciano, lascia tuttavia intravedere una fragile speranza: la sofferenza come premessa per una rinascita. Ed è forse questa tensione tra distruzione e vita a renderlo un cult, nonostante la sua natura spiccatamente estrema.
Non a caso, la critica Susan Sontag lo definì un “Metaphysical Splatter Film” e lo portò addirittura al Festival di Berlino, contribuendo alla sua fama nel mondo dei cinema underground. Certamente non si tratta di un’esperienza per tutti, ma chi avrà il coraggio di resistere più di dieci minuti, scoprirà in Begotten un raro esempio di cinema che riesce a colpire direttamente allo stomaco e a farci fare i conti con gli anfratti più oscuri della nostra anima.
Potete trovar Begotten direttamente su YouTube.
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