In un periodo storico dove a volte la cancellazione di una serie significa condannarla al dimenticatoio, alcune riescono a conquistare il pubblico a tal punto da spingerlo a ingaggiare una vera e propria battaglia collettiva contro i network. Questo è quanto accaduto a Timeless, serie di fantascienza arrivata sugli schermi americani il 3 ottobre 2016 e affermatasi nel tempo come uno degli esempi più curiosi di resistenza televisiva.
Creata da Eric Kripke, autore di Supernatural e successivamente di The Boys, insieme a Shawn Ryan, la serie ruotava attorno a un’idea tanto semplice quanto ricca di possibilità narrative, ovvero viaggiare nel tempo per impedire che il passato venga alterato. Al centro della storia c’erano la storica Lucy Preston, interpretata da Abigail Spencer, il soldato Wyatt Logan (Matt Lanter) e l’ingegnere Rufus Carlin (Malcolm Barrett), reclutati per inseguire attraverso diverse epoche Garcia Flynn (Goran Višnjić), un uomo accusato di terrorismo che ha rubato una macchina del tempo chiamata Mothership.
Il trio utilizzava invece il prototipo Lifeboat, dando vita a una squadra incaricata di proteggere il corso della storia, le cui missioni non sono certo prive di rischi. In Timeless le varie missioni potevano infatti causare conseguenze inattese sul presente, mentre dietro i viaggi di Flynn si nascondeva progressivamente una cospirazione molto più grande. Con il passare degli episodi entrava poi in scena Rittenhouse, una misteriosa organizzazione intenzionata a manipolare la storia per raggiungere i propri obiettivi. Flynn smetteva così di essere semplicemente il “cattivo” da fermare, mentre Lucy scopriva legami sempre più inquietanti tra la propria famiglia e l’organizzazione.
Insomma, Timeless ha dimostrato a più riprese di essere dotata di un potenziale forse superiore a quello suggerito dal suo destino televisivo. La serie non riuscì mai a trasformarsi in un grande successo di pubblico, ma costruì una fanbase estremamente fedele, conquistata dalla combinazione tra fantascienza e avventura storica. A distanza di anni, questo ha contribuito alla sua riscoperta come una delle produzioni sci-fi più interessanti e sfortunate della sua epoca.
Il problema reale è stato legato soprattutto gli ascolti, con la NBC che decise di cancellare Timeless dopo appena la prima stagione. Quando sembrava tuttavia essere stata messa la pietra tombale sulla serie, una massiccia mobilitazione di spettatori convinse la rete a cambiare idea appena tre giorni dopo, riportando la serie in vita per una seconda stagione. Una storia che, a sorpresa, è stata poi destinata a ripetersi.
La seconda stagione registrò una media di spettatori in calo di circa il 45% rispetto alla prima, portando così NBC a cancellare nuovamente la serie e, come se non bastasse, lasciando il pubblico appeso a un cliffhanger particolarmente crudele: Rufus era morto nel tentativo di salvare la squadra e, nell’ultima scena, una Lucy e un Wyatt provenienti dal futuro comparivano davanti alle loro versioni del passato con una domanda destinata a diventare il grido di battaglia dei fan: “Volete salvare Rufus”.
Gli spettatori, ribattezzatisi “Clockblockers”, provarono allora a salvare nuovamente la serie. Le campagne sui social raggiunsero dimensioni notevoli, anche se questa volta non fu possibile trovare una nuova casa per la produzione. NBC decise comunque di concederle un’ultima possibilità realizzando un film televisivo di due ore, The Miracle of Christmas, trasmesso il 20 dicembre 2018. Il finale permise di risolvere la questione di Rufus, chiudere la storyline di Rittenhouse e offrire ai protagonisti una vera conclusione.
Dieci anni dopo il debutto, Timeless rimane così un curioso esempio di quanto possa essere potente il legame tra una serie e il proprio pubblico. Una produzione che non ha mai ottenuto il successo necessario per diventare un fenomeno televisivo, ma che ha lasciato un’impronta abbastanza forte da essere ancora ricordata e riscoperta a distanza di un decennio.
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Foto: NBC
Fonte: Collider
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