Dopo averci fatto credere di essere di fronte a un classico thriller con un mistero da risolvere, a circa due terzi del film David Lynch rimescola le carte con una girandola di scene davvero deliranti. A fare un quadro della situazione è il celebre critico Roger Ebert che dice «…i personaggi cominciano a frantumarsi e a ricomporsi come carne catturata in un caleidoscopio». Il disorientamento è dato infatti dal fatto che i personaggi che fino a quel momento abbiamo conosciuto come Betty (Naomi Watts), la ragazza di belle speranze giunta a Los Angeles dall’Ontario per inseguire il sogno del cinema, e Rita (Laura Elena Harring), la sensuale brunetta che ha perso la memoria dopo un incidente e ora cerca di scoprire chi sia e cosa ci facciano una chiave e milioni di dollari nella sua borsetta, diventano improvvisamente Diane e Camilla, due attrici di Hollywood ed ex amanti.
Persone che spariscono all’improvviso, identità che si confondono, nomi e scene che si ripetono. Non stupisce insomma che Lynch si sia sempre rifiutato di commentare il significato del suo film. Qualcuno si è persino appellato alla psicologia Freudiana di Es, Io e Super Io. Se volete capire qualcosa quindi armatevi di pazienza e riaprite i libri di filosofia…

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