14 anni fa, questa serie sci-fi aveva previsto il nostro presente nel modo più inquietante possibile
whatsapp

14 anni fa, questa serie sci-fi aveva previsto il nostro presente nel modo più inquietante possibile

Pochi show televisivi hanno saputo anticipare in modo così accurato il mondo odierno

14 anni fa, questa serie sci-fi aveva previsto il nostro presente nel modo più inquietante possibile

Pochi show televisivi hanno saputo anticipare in modo così accurato il mondo odierno

un frame della serie Continuum

Gli ultimi due decenni ci hanno regalato molti grandi capolavori della fantascienza televisiva, tuttavia c’è stata una serie in particolare che è riuscita a raccontarci con sorprendente anticipo un futuro che oggi più che mai sembra condividere molti inquietanti aspetti col nostro presente.

Stiamo parlando di Continuum, drama sci-fi canadese targato Showcase che attraverso le sue quattro stagioni ha creato un ponte tra il 2012 – anno nel quale si svolte il presente della serie – e il mondo ipertecnologico e rigidamente controllato del 2077, il tutto filtrato attraverso lo sguardo di una donna divisa tra le due diverse linee temporali.

La protagonista è Kiera Cameron (Rachel Nichols), agente dei City Protective Services, la quale nel tentativo di portare a termine l’arresto del gruppo terroristico Liber8 viene scaraventata indietro nel tempo dal distopico 2077 fino al 2012. Bloccata nel passato e senza un modo per tornare a casa, Kiera porta con sé non solo tecnologie avanzatissime, ma anche un sistema di valori forgiato in una società dominata dalle corporation.

Il 2077 vede infatti, la nuova Unione del Nord America governata da multinazionali che controllano ogni aspetto della vita dei cittadini attraverso una sorveglianza pervasiva, mascherata da progresso e benessere. Ormai lontana dal controllo e dall’automazione totale, Kiera è così costretta a mettere in discussione le certezze su cui ha costruito la propria identità. Tornare a un lavoro di polizia “vecchio stile”, affiancata dal detective Carlos Fonnegra (Victor Webster), significa per lei riappropriarsi lentamente di un’autonomia che nel suo futuro non ha mai potuto esercitare davvero

La tecnologia resta comunque una presenza costante e ambigua, mettendo sul piatto un’idea che, nel nostro mondo perennemente connesso e invaso dagli smartphone, suona tutt’altro che fantascientifica. Il sistema CMR di Kiera le consente infatti di analizzare scene del crimine, accedere a dati biometrici e comunicare istantaneamente con il giovane genio informatico Alec Sadler (Erik Knudsen). Questo tuttavia prsenta anche una pericolosa vulnerabilità. Il corpo di Kiera può essere hackerato, controllato o disattivato, potenzialmente ribaltando a suo discapito tutte le sue peculiarità tecnologiche.

Il cuore tematico di Continuum emerge con forza nel rapporto tra Alec e il suo fratellastro Julian Randall (Richard Harmon). Il primo incarna il cieco entusiasmo verso un futuro tecnologico senza limiti, lo stesso che — nella sua versione adulta, interpretata da William B. Davis — darà origine al mondo da cui Kiera tenta di fuggire. Julian, al contrario, eredita dal padre una visione più radicale e “terrena”, diffidente verso la tecnologia e più vicina all’attivismo. Il loro conflitto non è solo politico, ma profondamente etico, ricordandoci come non sia la tecnologia in sé a essere il problema, bensì l’uso che ne facciamo.

A differenza di molte altre serie, Continuum ha poi avuto la possibilità di ottenere una vera e propria conclusione della propria storia. Dopo tre stagioni, Showcase ha concesso alla serie una stagione finale ridotta da sei episodi, permettendo al creatore Simon Barry di portare a termine — seppur in forma compressa — l’arco narrativo principale. Sebbene rimangano alcune questioni irrisolte nella lore della serie, la conclusione del percorso dei vari personaggi risulta in gran parte soddisfacenti. Il finale di Kiera, in particolare, è amaro e doloroso, ma coerente fino in fondo con le scelte compiute lungo il suo percorso.

Insomma, Continuum è una serie che non esita a intrecciare tecnologia, sorveglianza e riflessioni politiche tutt’altro che banali al punto che oggi risuona con inquietante familiarità, forse ancora più che 14 anni fa, e che invita a interrogarsi sul tipo di mondo che stiamo costruendo oggi.

Leggi anche: Guardarla è facile, capirla è un’altra storia: a distanza di anni, questa serie sci-fi divide ancora

Foto: MovieStillsDB

© RIPRODUZIONE RISERVATA