Quando si parla di grandi colpi di scena nel campo dei thriller soprannaturali e dell’horror, il primo nome che viene in mente è spesso quello di M. Night Shyamalan, noto regista de Il sesto senso e The Visit, che ha costruito la propria fama proprio sulla capacità di ribaltare completamente la prospettiva dello spettatore. Tuttavia nel 2021 un altro maestro dell’horror ha dimostrato di non avere nulla da invidiargli, confezionando uno dei twist più folli e imprevedibili dell’horror moderno.
Parliamo naturalmente di James Wan e del suo Malignant, un film che ancora oggi conserva a buon diritto un posto speciale nel cuore degli appassionati più affezionati al genere. Al centro del film vi è Madison Mitchell (Annabelle Wallis), una donna tormentata da inquietanti visioni nelle quali assiste agli omicidi di persone che non conosce. Omicidi che sono tuttavia ben reali, e non frutto della sua immaginazione. Madison comincia così a indagare sul misterioso assassino che sembra essere sempre un passo davanti a lei, mentre il film costruisce progressivamente una serie di domande sulla sua infanzia, sui suoi traumi e su una misteriosa figura chiamata Gabriel.
ATTENZIONE!
Seguono spoiler sulla trama di Malignant
Tutto cambia quando James Wan decide di premere sull’acceleratore e rivelare che, sebbene fino a quel momento tutto avesse portato a pensare ben altro, Gabriel non è affatto un’entità soprannaturale. Egli infatti non è altri che il gemello parassita di Madison, il frutto di un teratoma sviluppatasi in maniera anomala. Madison durante l’infanzia dovette subire un’operazione per asportare Gabriel, tuttavia questo non è mai stato estirpato del tutto: una parte del suo cervello è stata lasciata in Madison per non mettere a repentaglio la vita della bambina e, nel tempo, è riuscito anche a prendere il controllo del suo corpo.
Alla luce di ciò, tutto quel che abbiamo visto assume improvvisamente un significato diverso. Gli omicidi che Madison vede nelle proprie visioni non sono semplicemente premonizioni, ma bensì ricordi di ciò che Gabriel sta facendo attraverso il suo corpo. La protagonista non sta osservando gli assassinii da una sorta di prospettiva soprannaturale, ma vi è coinvolta in prima persona.
Si tratta di una rivelazione talmente sopra le righe da riuscire a funzionare solo grazie a come il film prepara il terreno durante la sua durata e senza permettere allo spettatore di spingere la propria immaginazione fino a quel punto. E quando finalmente Gabriel viene mostrato nella sua interezza, il film molla definitivamente gli ormeggi abbracciando il grottesco più inquietante.
Una volta svelata la vera natura di Gabriel, Malignant si trasforma quasi in un body horror e dando vita ad un terzo atto completamente fuori controllo. Il colpo di scena orchestrato da James Wan in Malignant rappresenta forse uno dei maggiori rischi narrativi mai applicati in un horror. Si tratta di una scelta talmente folle da rischiare di distruggere il film, e invece finisce per definirne completamente l’identità narrativa.
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Foto: Warner Bros. Pictures
Fonte: ComicBook
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