L’universo di The Conjuring nasce nel 2013 con il film diretto da James Wan e, nel giro di pochi anni, si è trasformato in uno dei franchise horror più redditizi del cinema contemporaneo. Il primo capitolo, interpretato da Patrick Wilson e Vera Farmiga nei ruoli degli investigatori del paranormale Ed e Lorraine Warren, costò circa 20 milioni di dollari e ne incassò oltre 319 milioni in tutto il mondo. Un successo enorme, replicato tre anni dopo da The Conjuring 2.
Nel frattempo Warner Bros. e New Line Cinema avevano però già iniziato ad ampliare quell’universo narrativo, puntando su uno dei suoi elementi più riconoscibili: la sinistra bambola Annabelle, apparsa brevemente proprio nel film originale.
Annabelle arrivò nelle sale nel 2014 con l’obiettivo di raccontarne le origini. Dal punto di vista commerciale il risultato fu impressionante: a fronte di un budget di circa 6,5 milioni di dollari, il film incassò oltre 257 milioni nel mondo. Sul piano critico, però, la situazione fu completamente diversa. Il film venne accusato di riproporre molti degli elementi già visti in The Conjuring, ma in maniera meno efficace. Personaggi poco approfonditi, una trama considerata debole e un uso eccessivo dei jumpscare contribuirono a renderlo uno dei capitoli meno apprezzati del franchise. Anche molti appassionati horror rimasero delusi, soprattutto dopo l’atmosfera costruita con grande pazienza da James Wan nel film precedente.
Per qualche tempo sembrò quindi che lo spin-off dedicato ad Annabelle fosse destinato a diventare il punto debole dell’intero universo. Tutto cambiò però l’11 agosto 2017, quando arrivò nelle sale Annabelle: Creation. Warner Bros. affidò il progetto a David F. Sandberg, regista che si era fatto conoscere l’anno precedente grazie a Lights Out. Lo sceneggiatore Gary Dauberman scelse inoltre di cambiare completamente direzione rispetto al primo film, spostando la storia nel 1955 e introducendo un nuovo gruppo di personaggi.
Al centro della vicenda troviamo Sam ed Esther Mullins, interpretati da Anthony LaPaglia e Miranda Otto, una coppia profondamente segnata dalla morte della giovane figlia Annabelle. Anni dopo la tragedia, i due decidono di accogliere nella loro casa una suora e sei ragazze rimaste orfane. Tra queste c’è Janice, interpretata da Talitha Bateman, una ragazza sopravvissuta alla poliomielite che comincia a interessarsi sempre più a una misteriosa stanza chiusa della casa. Quello che scoprirà darà il via a una serie di eventi sempre più inquietanti, legati proprio alla bambola che sarebbe diventata uno dei simboli del Conjuring Universe.
Sulla carta, l’idea di realizzare un prequel di un film che era già stato concepito come una storia delle origini poteva sembrare rischiosa. Sandberg, però, riuscì a ribaltare completamente la situazione concentrandosi maggiormente sui personaggi e sul dramma umano alla base della vicenda. Il regista scelse inoltre un approccio molto più paziente alla paura, sfruttando corridoi vuoti, stanze immerse nella penombra, silenzi e attese prolungate invece di affidarsi unicamente a improvvisi spaventi. Una scelta che contribuì a rendere Annabelle: Creation molto più vicino, per atmosfera, allo spirito del primo The Conjuring.
Il risultato fu una vera e propria inversione di rotta. La critica accolse il film in maniera decisamente più positiva rispetto al predecessore, apprezzando la regia di Sandberg, la costruzione della tensione e le interpretazioni del giovane cast. In particolare, il personaggio di Janice divenne uno degli elementi più riusciti della storia. Il film riuscì anche a collegare il proprio finale direttamente agli eventi del primo Annabelle, trasformando retroattivamente quel capitolo in una parte più coerente di una mitologia molto più ampia. Anche il pubblico premiò l’operazione: Annabelle: Creation arrivò a incassare circa 306 milioni di dollari in tutto il mondo.
Il successo del prequel dimostrò così che l’universo di The Conjuring poteva funzionare anche lontano dalle storie principali dedicate ai Warren. Da quel momento Warner Bros. continuò a espandere il franchise con nuovi spin-off e sequel. Negli anni successivi sono infatti arrivati The Nun nel 2018, Annabelle 3 nel 2019, The Conjuring – Per ordine del diavolo nel 2021 e The Nun II nel 2023. Patrick Wilson e Vera Farmiga sono poi tornati nel 2025 con The Conjuring – Il rito finale, capitolo che ha chiuso la prima grande fase narrativa dedicata ai Warren.
La fine della loro storia, però, non significa affatto la conclusione del franchise. Warner Bros. e New Line Cinema stanno infatti continuando a sviluppare nuovi progetti, tra cui una serie televisiva destinata a HBO Max e il prequel cinematografico The Conjuring: First Communion, che racconterà gli anni giovanili di Ed e Lorraine Warren.
A nove anni dalla sua uscita, Annabelle: Creation resta quindi uno dei capitoli più importanti dell’intero Conjuring Universe. Non soltanto riuscì a rendere nuovamente inquietante la celebre bambola, ma dimostrò che anche un film partito con il piede sbagliato poteva essere completamente riscattato grazie alla giusta direzione creativa.
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Fonte: ComicBook
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