«Se hai il minimo dubbio, non c’è nessun dubbio. È la prima cosa che ti insegnano».
«Dove l’hai imparato?».
«Non me lo ricordo. Questa è la seconda cosa che ti insegnano».

Questo dialogo tra Sam e Vincent (cioè Robert De Niro e Jean Reno) dà un’idea di che razza di spie stiamo parlando: surreali, casiniste, cadono sempre in piedi nonostante la gran quantità di botte, pallottole e altri oggetti contundenti che si beccano per tutta la durata di Ronin. Cioè un film che parla di una misteriosa valigetta (e non è Pulp Fiction) e del codice d’onore dei samurai (e non è Kill Bill). Un film di spie che coinvolge ben tre ex-cattivi di James Bond (Michael Lonsdale, Sean Bean e Jonathan Pryce), uno che di missioni speciali se ne intende (Reno) e, be’, Robert De Niro. Ma anche un film sul potere dell’amicizia, e su come essa possa proteggere anche la peggiore delle spie dalle situazioni pericolose. Com’è commovente.

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