A distanza di 9 anni questo film fantasy rimane un'enorme delusione per gli amanti del genere
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A distanza di 9 anni questo film fantasy rimane un’enorme delusione per gli amanti del genere

Poteva essere un punto di svolta per tutti i fan, invece è stato un flop di critica e di pubblico

A distanza di 9 anni questo film fantasy rimane un’enorme delusione per gli amanti del genere

Poteva essere un punto di svolta per tutti i fan, invece è stato un flop di critica e di pubblico

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Nel 2016, in piena febbre da Game of Thrones, il genere fantasy è tornato al cinema con un progetto che sembrava avere tutte le carte in regola per diventare un nuovo punto di riferimento. Un regista visionario reduce da successi di critica, un colosso videoludico come partner creativo, un budget imponente da 160 milioni di dollari e il sostegno di una major come Legendary Pictures. Il film prometteva battaglie epiche, effetti speciali all’avanguardia e un mondo immaginifico da esplorare. E soprattutto, si ispirava a uno dei videogiochi più amati e longevi di sempre. Il risultato? Un incasso globale di oltre 439 milioni di dollari, ma una pioggia di critiche e delusioni. Stiamo parlando di Warcraft – L’inizio, ambizioso adattamento del celebre franchise World of Warcraft, che a nove anni dall’uscita resta un caso emblematico di occasione mancata.

Diretto da Duncan Jones, già autore del cult Moon, e co-sceneggiato con Charles Leavitt (Blood Diamond), Warcraft si proponeva di raccontare l’origine del conflitto tra Umani e Orchi nel mondo di Azeroth. Due fazioni si fronteggiano: da una parte l’Alleanza, composta da umani, elfi e nani; dall’altra l’Orda, guidata da orchi esiliati dal loro pianeta natale, Draenor, e sotto l’influenza della magia oscura del warlock Gul’dan. Tra loro, si muovono personaggi come Anduin Lothar (Travis Fimmel), Durotan (Toby Kebbell) e il re Llane Wrynn (Dominic Cooper), in un intreccio di alleanze e tradimenti.

Nonostante l’impegno produttivo – con complesse sequenze in motion capture, scenografie imponenti e richiami precisi alla lore del gioco – il film non ha convinto la critica. Su Rotten Tomatoes il punteggio è un misero 29%, mentre su Metacritic si ferma a 32/100. La recensione di Christy Lemire sul sito di Roger Ebert lo definisce senza mezzi termini «un pasticcio cupo». Molti spettatori lo hanno percepito come troppo derivativo da Il Signore degli Anelli, ma privo della stessa profondità narrativa.

I fan storici del videogioco, pur apprezzando le numerose citazioni e l’apparizione di personaggi iconici come Ogrim Doomhammer e Khadgar, hanno criticato il taglio eccessivamente serio del film, oltre alla scelta di comprimere eventi complessi in appena due ore. Lo stesso regista ha ammesso di aver dovuto tagliare circa 40 minuti di girato. Un’occasione sprecata, secondo molti, che avrebbe potuto offrire un’introduzione più accessibile e coinvolgente all’universo di World of Warcraft, tanto che i piani per il sequel sembrano essere stati messi da parte.

A distanza di quasi un decennio, Warcraft resta un titolo fantasy divisivo: tecnicamente valido e fedele alla mitologia di partenza, ma incapace di costruire un racconto autonomo e coeso. Troppo specifico per attrarre nuovi spettatori, troppo vago per soddisfare davvero i fan. Un film che, nonostante le buone intenzioni, continua a rappresentare una delle più grandi delusioni del fantasy moderno.

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