«Secondo me il personaggio di Massimo Boldi ricorda quello di Peter Sellers in Hollywood Party». Parole e musica di Vincenzo Salemme, nel corso della conferenza stampa per la presentazione romana di A Natale mi sposo, il nuovo cinepanettone firmato dalla metà milanese di quella che un tempo era la coppia d’oro del genere (la metà romana, cioè Christian De Sica, arriverà a dicembre con Natale in Sud Africa).  A Natale mi sposo, nelle sale da domani, storia di un matrimonio che non andrà a buon fine, è, secondo Salemme, un film «con una sceneggiatura fresca e scritta bene». Tutto il contrario di quello che dicono le classiche critiche pre-natalizie: il film è volgare, scontato, pecoreccio. «Non è vero», si è difeso Massimo Boldi. «Io trovo che sia molto più volgare quello che accade in tv o in politica e il linguaggio che usiamo è meno volgare di quello di molte mamme che vanno a prendere i figli all’asilo». Né lo scalfiscono i paragoni con il “rivale” De Sica: «Non casca mica il mondo se nel titolo ho messo la parola “Natale”; con Christian non ho problemi, siamo amici. Mi ha anche fatto gli auguri», ha aggiunto, esibendo come prova il cellulare con il messaggio dell’ex compagno di cinepanettoni. «Torneremo insieme? Se Berlusconi si rimette con Fini…», ha commentato scherzando Boldi, convinto delle potenzialità di A Natale mi sposo.
E che il successo sia assicurato lo garantiscono i numeri: il film uscirà in 550 sale in tutta Italia, e secondo Boldi porterà al cinema grandi e piccini, «tre generazioni di miei fan». Tre generazioni degnamente rappresentate anche dal cast del film, che comprende giovani promesse (la “promessa sposa” del titolo Lucrezia Piaggio e il suo amore di gioventù Jacopo Sarno), comici affermati come Massimo Ceccherini (nei panni di un gerontofilo…), ma soprattutto una calamita mediatica come Elisabetta Canalis. Che parla poco del film (per quello ci sono i loquaci Boldi ed Enzo Salvi) e tanto, anche se controvoglia, del suo fidanzato superstar, George Clooney: «Non mi dà consigli, facciamo film di calibro diverso. Non so se farò mai film con lui, non è il momento giusto per parlarne. Di solito io e lui non parliamo di lavoro, solo ogni tanto, a cena, come una coppia normale».
Il resto del cast si limita all’ordinaria amministrazione: Nancy Brilli parla del suo personaggio («Una vera demente»), Massimo Ceccherini prova a scaldare l’ambiente con qualche battutaccia delle sue («Le donne sono come le bistecche, frollate sono meglio»), Salemme canta l’elogio della leggerezza («Il mio personaggio mi ricorda Peppino De Filippo»). Ma è sempre Boldi il mattatore dell’evento: «C’è differenza tra commedia, comicità e film trash. A Natale mi sposo è comico e senza impegno, vuole far ridere». Perché alla fine, nonostante le critiche, Boldi piace: «A tutti, grandi e piccini. Anche i bambini ripetono le mie battute». (Foto Kikapress)



Da sinistra, Massimo Boldi (65 anni), Elisabetta Canalis (32) e Vincenzo Salemme (53), protagonisti di A Natale mi sposo

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