Adesso c'è chi vuole "resuscitare" anche Robin Williams. Ma l'idea non vi piacerà
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Adesso c’è chi vuole “resuscitare” anche Robin Williams. Ma l’idea non vi piacerà

Una proposta destinata a dividere i fan dell'iconico attore: è un giusto omaggio o rischia di svilire l’eredità umana e artistica di un talento irripetibile?

Adesso c’è chi vuole “resuscitare” anche Robin Williams. Ma l’idea non vi piacerà

Una proposta destinata a dividere i fan dell'iconico attore: è un giusto omaggio o rischia di svilire l’eredità umana e artistica di un talento irripetibile?

c'è chi vuole resuscitare robin williams per le AI

Hollywood continua a flirtare con l’aldilà. Non è un mistero che l’industria cinematografica, da anni, sfrutti le nuove tecnologie per riportare in vita attori scomparsi, in forma più o meno digitale. È successo con Rogue One (2016), dove Peter Cushing è riapparso nei panni del Grand Moff Tarkin grazie alla CGI, a oltre vent’anni dalla sua morte. Carrie Fisher, scomparsa nel 2016, è stata digitalmente ringiovanita e riproposta in Star Wars: L’ascesa di Skywalker e ancora con Pat Morita per la serie Cobra Kai e l’ultimo Karate Kid: Legends. Non si tratta solo di nostalgie narrative, ma di operazioni produttive che scatenano inevitabilmente polemiche etiche e creative. Adesso, qualcuno vorrebbe farlo anche con Robin Williams.

La proposta non riguarda un possibile cameo, o una scena commemorativa: c’è chi vuole farlo diventare la voce dell’intelligenza artificiale. A lanciare l’idea è Matthew Lawrence, l’attore che interpretava il figlio del protagonista in Mrs. Doubtfire – Mammo per sempre, il film del 1993 in cui Robin Williams si travestiva da tata scozzese per stare vicino ai propri figli. Intervistato da Entertainment Weekly al Comic-Con, Lawrence ha dichiarato: «Mi piacerebbe tantissimo, ovviamente con il rispetto e il permesso della sua famiglia, fare qualcosa di davvero speciale con la sua voce, perché so che per una generazione quella voce è davvero iconica. Non è solo una questione personale legata al fatto che l’ho conosciuto e ci ho lavorato insieme, è qualcosa che tutti hanno in testa. Sarebbe fantastico».

L’idea gli è venuta dopo aver rivisto uno spot pubblicitario in cui Williams recitava con voce computerizzata: «È come questo spot molto contemporaneo, moderno, quasi premonitore, in cui lui fa questa voce computerizzata. Mi è sempre rimasta impressa. E poi, dopo la sua morte, con l’arrivo dell’IA, ho pensato: “Lui deve essere la voce dell’IA, deve essere la voce di qualcosa”. Quindi sì, mi piacerebbe davvero farlo». Lawrence immagina addirittura un assistente vocale con la voce dell’attore: «Immagina di ricevere indicazioni stradali sul tuo telefono… e quella voce è Robin! Sarebbe fantastico, davvero».

Eppure l’idea suona stonata. Robin Williams era un interprete sensibile e complesso, con una carriera segnata anche da profonde sofferenze personali, come lo stesso Lawrence ha ricordato:
«Era il primo adulto a parlarmi apertamente della sua condizione […] Mi disse: “Non fare mai uso di droghe. Soprattutto cocaina. Ora sto lottando per tutta la vita perché ho passato dieci anni a fare qualcosa di molto stupido ogni giorno. Non farlo”».

Senza nulla togliere alla buona fede di Lawrence, proporre di trasformare Williams in un assistente vocale rischia di svilire l’eredità umana e artistica di un talento irripetibile. La voce di Robin Williams non può essere un plugin. E il cinema, forse, dovrebbe iniziare a fare i conti con il lutto, invece di tentare di cancellarlo.

Voi cosa ne pensate? Vi piacerebbe avere la voce di Robin Williams come assistente vocale o sarebbe un’eresia? Diteci la vostra, come sempre, nei commenti.

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Foto: Dave Hogan/Getty Images

Fonte: EW

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