Ci sono serie che nascono sotto una cattiva stella, e Flash Gordon del 2007 è sicuramente una di queste. All’epoca venne accolta con freddezza, etichettata come un tentativo poco riuscito di riportare in vita un mito della fantascienza. Eppure, a distanza di quasi vent’anni, la serie prodotta da SyFy merita una riscoperta: con tutti i suoi limiti, si rivela molto più interessante, ambiziosa e soprattutto divertente di quanto la memoria collettiva le riconosca.
Dimenticate per un attimo il cult camp degli anni Ottanta: questa versione di Flash Gordon prova a reinventare il personaggio in chiave moderna, spostando l’azione tra la Terra e il pianeta Mongo e mettendo al centro un protagonista più umano, segnato dalla perdita del padre e da una vita che sembra troppo stretta per lui. Nel ruolo di Flash troviamo Eric Johnson, affiancato da una squadra eterogenea che include la guerriera Baylin, il geniale (e un po’ folle) Dr. Zarkov e la storica compagna Dale Arden. In questa rilettura, l’iconico tiranno Ming non è più un villain caricaturale, ma un dittatore freddo e calcolatore interpretato da John Ralston.
Il problema? La serie ci mette parecchio a ingranare. Gli episodi iniziali sono appesantiti da un tono troppo “da tv generalista”, con drammi familiari, triangoli amorosi e una messa in scena che fatica a evocare la grandezza del personaggio. Il budget limitato si vede, eccome. Ma chi ha saputo superare quella prima parte sa che Flash Gordon cambia passo: attorno al decimo episodio, quando la linea narrativa su Mongo prende realmente forma, la serie si trasforma in una space opera sorprendentemente coesa, ricca di intrighi politici, nuove razze aliene e avventure sempre più spinte nel versante sci-fi.
Il merito va anche a un worldbuilding che, pur semplice, diventa via via più solido. Personaggi come Aura, Barin, Vultan e Terek acquistano spessore, mentre la battaglia contro Ming si arricchisce di tensione e significato. Alcuni episodi — tra cui “Alliances”, “Revelations”, “Conspiracy Theory” e “Random Access” — mostrano chiaramente ciò che la serie avrebbe potuto diventare se avesse avuto il tempo (e i mezzi) di crescere.
Purtroppo, il tempo non l’ha avuto: cancellata dopo una sola stagione, Flash Gordon si è fermata proprio quando aveva finalmente trovato la propria voce. Il suo ultimo arco narrativo, però, resta inaspettatamente soddisfacente, chiudendo molte linee narrative e lasciando intuire un potenziale mai del tutto espresso.
Oggi, disponibile su Peacock e PlutoTV, Flash Gordon si può guardare senza aspettative schiaccianti, consapevoli dei suoi limiti ma pronti a scoprire un prodotto che — sì — non sarà Star Wars, Stargate o Dune, ma è un piccolo esempio di fantascienza pulp che sapeva dove voleva andare. Solo che ci è arrivata troppo tardi.
Per chi ama la sci-fi vintage, i reboot coraggiosi e le storie che meritavano un’altra possibilità, questo è il momento perfetto per darle quella chance che nel 2007 non ha avuto.
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Fonte: Collider
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