Anche a distanza di anni, questo dettaglio di Supernatural non ha assolutamente senso
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Anche a distanza di anni, questo dettaglio di Supernatural non ha assolutamente senso

Tra resurrezioni, multiversi e demoni, i fratelli Winchester hanno affrontato ogni tipo di minaccia. Ma c'è un aspetto della loro lunga carriera che continua a sfidare ogni logica narrativa

Anche a distanza di anni, questo dettaglio di Supernatural non ha assolutamente senso

Tra resurrezioni, multiversi e demoni, i fratelli Winchester hanno affrontato ogni tipo di minaccia. Ma c'è un aspetto della loro lunga carriera che continua a sfidare ogni logica narrativa

Supernatural

Supernatural è stato per anni una pietra miliare della serialità fantasy. Con i suoi 327 episodi, distribuiti su 15 stagioni, la serie targata The CW ha conquistato milioni di spettatori grazie a un mix inimitabile di mitologia horror, ironia, e un legame fraterno diventato iconico. Eppure, per quanto il pubblico abbia accettato senza battere ciglio angeli vendicativi, dèi in esilio e resurrezioni a ripetizione, c’è un dettaglio molto più terreno che continua a lasciare perplessi.

Fin dai primi episodi, i fratelli Winchester adottano strategie piuttosto discutibili — ma altamente spettacolari — per svolgere il loro mestiere di “cacciatori del paranormale”. Si spacciano regolarmente per agenti federali, indagano su omicidi, entrano in obitori, accedono a banche dati riservate e mettono in atto truffe con carte di credito false per sopravvivere. Tutto questo senza mai un vero permesso, senza coperture ufficiali e, soprattutto, senza quasi mai dover fare i conti con la legge.

Negli anni, sono riusciti a farla franca con false identità spesso ridicole, che omaggiano musicisti famosi: dal “Detective Page” al “Capitano Cobain”, i Winchester si divertono a nascondersi dietro nomi che chiunque, persino un agente dell’FBI con un minimo di cultura pop, troverebbe sospetti. Eppure, nessuno sembra mai collegare i puntini.

Ci sono momenti in cui Sam e Dean vengono arrestati, questo è vero. Ma ogni volta riescono a fuggire, spesso con la complicità di entità sovrannaturali o grazie a escamotage narrativi piuttosto forzati. Tuttavia, considerando la quantità di scene del crimine su cui mettono piede — molte delle quali teatro di eventi inspiegabili e morti violente — è davvero difficile credere che nessuna agenzia governativa si sia mai insospettita.

Nel mondo reale, due individui che si presentano sistematicamente come agenti, con documenti falsi e identità inconsistenti, verrebbero rapidamente segnalati, indagati e messi sotto sorveglianza. Specialmente se compaiono nei rapporti di polizia in più stati, sempre con lo stesso volto e con nomi presi a prestito da celebrità del rock.

Il paradosso sta proprio qui: Supernatural è una serie in cui lo spettatore accetta senza problemi che un angelo possa abitare il corpo di un umano, o che esista una pistola capace di uccidere qualsiasi essere. Ma fatica a digerire l’idea che due uomini adulti possano girare liberamente per gli Stati Uniti fingendosi agenti federali per oltre un decennio senza mai essere incriminati.

Si tratta di un classico esempio di quella che in narrativa si chiama “sospensione dell’incredulità selettiva”: accettiamo l’impossibile, ma fatichiamo ad accettare l’improbabile. Ed è proprio questa distanza tra il fantastico e il verosimile che rende questo dettaglio tanto fastidioso quanto indimenticabile.

Va detto che questo genere di incongruenza è spesso il prezzo da pagare quando una serie si allunga oltre la sua struttura originaria. Supernatural doveva concludersi alla fine della quinta stagione, con l’arco narrativo di Lucifero e dell’Apocalisse. Ma l’affetto dei fan ha spinto The CW e gli showrunner a proseguire, reinventando la trama stagione dopo stagione, fino ad arrivare a un finale — quello della quindicesima — che ha diviso il pubblico, ma segnato definitivamente la fine del viaggio.

Nel corso di questa lunga corsa, alcune linee narrative sono diventate più fragili, e certi dettagli trascurati. Eppure, proprio nella loro improbabilità, questi aspetti fanno parte del fascino della serie: Sam e Dean non sono mai stati eroi perfetti, e Supernatural non è mai stato uno show ossessionato dal realismo. Ma c’è una differenza tra il fantastico e l’assurdo, e questa impunità narrativa dei Winchester rimane una delle note più stonate.

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Fonte: CBR

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