La battaglia legale tra Justin Baldoni e la coppia hollywoodiana composta da Ryan Reynolds e Blake Lively ha appena subito un paio di colpi decisivi. Il giudice federale Lewis Liman ha archiviato le accuse di diffamazione mosse dal regista e attore contro i due, mettendo così fine – almeno per ora – al tentativo di Baldoni di avere la meglio contro le accuse di molestie avanzate dall’attrice. Ma c’è di più, perché con l’archiviazione di questa casa vince anche la Marvel e… Deadpool!
Tutto è iniziato il 7 gennaio 2025, quando l’avvocato di Baldoni, Bryan Freedman, ha inviato una lettera legale al presidente dei Marvel Studios, Kevin Feige, e al CEO di Disney, Bob Iger, chiedendo ufficialmente di conservare ogni documento o comunicazione legata a Justin Baldoni. Secondo quanto riportato, al centro della contesa c’era la convinzione che il personaggio di Nicepool – una variante misogina e grottesca di Deadpool apparsa nel film Deadpool & Wolverine – fosse una parodia diretta e malevola proprio di Baldoni.
La tesi dell’accusa era chiara: la capigliatura di Nicepool, il linguaggio pseudo-femminista, le battute sul post-partum e la presenza nella stessa scena di Blake Lively nei panni di Lady Deadpool avrebbero costituito una rappresentazione satirica e diffamatoria del regista, coinvolto in una disputa con Lively per presunte molestie sul set del film It Ends With Us. Secondo Freedman, se Reynolds avesse davvero creduto che Baldoni avesse avuto comportamenti inappropriati, non avrebbe mai usato l’ironia per ritrarlo in un blockbuster Marvel.
Nella lettera, si chiedeva la conservazione di qualsiasi documento che potesse dimostrare «un deliberato tentativo di ridicolizzare, intimidire o bullizzare Baldoni tramite il personaggio di Nicepool». L’obiettivo? Utilizzare eventuali prove per sostenere una contro-causa per diffamazione. Ma la strategia non ha funzionato. Il giudice Liman ha accolto la richiesta di Marvel di annullare la citazione in giudizio, ritenendo i documenti richiesti “non più rilevanti” e la loro eventuale divulgazione “sproporzionata rispetto ai bisogni del caso”. Inoltre, Marvel ha sottolineato come l’intera vicenda rappresentasse un rischio per la riservatezza delle proprie strategie creative e narrative future.
Baldoni potrà ancora tentare la via giudiziaria modificando parte delle accuse entro fine giugno, mentre il grosso del processo intentato da Blake Lively si terrà solo nel 2026. Ma nel frattempo, la Marvel ha vinto la sua battaglia e con lei, anche Deadpool.
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Fonte: Variety
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