Hayao Miyazaki (qui “solo” sceneggiatore e produttore) si ispira ai racconti fantasy (Gli sgraffignoli) nati dalla penna dell’inglese Mary Norton (gli stessi che nel 1997 ispirarono il film I rubacchiotti di Peter Hewitt) per raccontare la storia di un’amicizia tra una minuscola creatura che vive insieme ai suoi genitori sotto il pavimento di una casa di campagna, nutrendosi degli scarti di cibo degli abitanti, e di un ragazzino fragile e solitario, unico umano in grado di percepire la sua presenza. Lo stile è inconfondibile e i temi cari a Miyazaki, come i limiti del consumismo e il rispetto delle diversità, ci sono tutti. Dopo Ponyo e Totoro, un altro film d’animazione che con delicatezza porta sullo schermo temi importanti e di grande attualità. Specie in un mondo come il nostro, dove lo spreco è diventato l’abitudine e sempre più spesso diventa impossibile riconoscere il valore delle cose.

(Kari-gurashi no Arietti, Giappone 2010)

Regia: Hiromasa Yonebayashi
Trama: La tenera amicizia tra una creatura alta dieci centimetri e un ragazzino dall’animo solitario.
Genere:
animazione
Durata:
94’

DA VEDERE PERCHÉ: per godersi la tenerezza di un film d’animazione che con leggerezza affronta temi profondi. Una nuova “lezione” del maestro Miyazaki.

Dal 14 ottobre

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La scheda è pubblicata su Best Movie di ottobre a pag. 110

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