Venerdì scorso Asia Argento è tornata sotto ai riflettori, prima italiani e poi statunitensi, per aver mosso delle nuove accuse di stupro. Questa volta nei confronti di Rob Cohen, regista noto per aver diretto il primo Fast & Furious e l’action movie xXx con Vin Diesel e Samuel L. Jackson, che vantava anche la presenza dell’attrice italiana.

«Successe nel 2002 mentre giravamo xXx. Abusò di me facendomi bere il Ghb [anche conosciuta come “la droga dello stupro”, ndr], ne aveva una bottiglia. Ai tempi sinceramente non sapevo cosa fosse. Mi sono svegliata la mattina nuda nel suo letto.»

E ora, a distanza di qualche giorno, Rob Cohen ha risposto alle accuse tramite un comunicato che il suo portavoce ha affidato al sito Deadline, dichiarandosi innocente:

«Il Sig. Cohen nega categoricamente l’accusa di aggressione contro di lui da parte di Asia Argento, che è assolutamente falsa. Quando hanno lavorato insieme avevano un ottimo rapporto professionale e il signor Cohen la considerava un’amica. Quindi per lui questa affermazione risalente al 2002 è sconcertante, soprattutto considerando quanto è stato riferito su di lei negli ultimi anni.»

Nel corso della sua partecipazione alla trasmissione Verissimo, l’attrice ha spiegato di non aver parlato prima di questo episodio perché non sapeva quali sarebbero state le conseguenze e perché “non aveva intenzione di creare un’altra tempesta mediatica”.

Il dietrofront, ha poi spiegato, è arrivato quando anche altre donne hanno accusato pubblicamente Rob Cohen.

Tra queste troviamo la figlia del regista, Valkyrie Weather, che aveva dichiarato di essere stata molestata dal padre sia da bambina che da adolescente, e una donna rimasta anonima, che nel 2019 lo aveva accusato di violenza sessuale menzionando un incontro avvenuto nel 2015 a Manhattan. In entrambi i casi Cohen si era dichiarato innocente.

Foto: Getty (Andreas Rentz, Vera Anderson)

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