Dopo la fine del capitolo Harvey Weinstein, che si è chiuso con la condanna del celebre produttore accusato di stupro da diverse star di Hollywood, Asia Argento oggi punta il dito contro un altro nome di spicco nel mondo del cinema, Rob Cohen, noto per aver diretto il primo capitolo di Fast & Furious

In una recente intervista concessa al Corriere della Sera, l’attrice italiana – già icona del movimento #MeToo – ha raccontato di aver subito degli abusi dal regista nel 2002, durante le riprese del film xXx, nel quale recitava al fianco di Vin Diesel e Samuel L. Jackson.

«È la prima volta che parlo di Cohen. Successe nel 2002 mentre giravamo xXx. Abusò di me facendomi bere il Ghb [anche conosciuta come “la droga dello stupro”, ndr], ne aveva una bottiglia. Ai tempi sinceramente non sapevo cosa fosse. Mi sono svegliata la mattina nuda nel suo letto».

Quando poi le viene chiesto se si senta pronta ad affrontare le conseguenze di queste nuove accuse, l’attrice risponde:

«È la verità. La cosa più pura di questo #MeToo è che una donna si riconosce nell’altra. Se uno tiene una bottiglia di Ghb sicuramente l’avrà dato anche ad altre».

Dopo il racconto legato alla vicenda di Rob Cohen, Asia Argento è tornata a parlare anche di Harvey Weinstein, svelando nuovi particolari sull’uomo da cui “tutto è iniziato”:

«Io avevo rimosso lo stupro. Quando tornò e mi chiese scusa dicendo che era mio amico, offrendosi di aiutarmi a trovare una tata per Anna Lou in America, nel 2002, non avevo ancora iniziato il percorso di analisi per capire cosa mi avesse fatto per due volte. Non avevo nessuno negli Stati Uniti, ero sola. Mi sentivo forte del fatto che avevo già girato Scarlet Diva in cui lui doveva essersi riconosciuto. Non sapevo che aveva fatto lo stesso a tante altre».

Per il momento, né Cohen né un suo portavoce hanno rilasciato dichiarazioni in merito alle accuse. Rimaniamo dunque in attesa di ulteriori aggiornamenti.

Foto: Getty (LOIC VENANCE)

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