«Nella vita di un regista c’è ben di peggio dell’esclusione dal Festival di Venezia». Oggi a Roma Pupi Avati, durante la conferenza stampa di Una sconfinata giovinezza, ha risposto così alla domanda sulle polemiche legate all’esclusione del suo film dal concorso della Mostra del cinema di Venezia. La pellicola infatti era inizialmente entrata nel quartetto dei film italiani in concorso, sostituita poi in seconda battuta da La pecora nera di Ascanio Celestini: in quell’occasione Avati aveva accusato di poca trasparenza Marco Mueller, il direttore della Mostra del cinema di Venezia. «Di solito non uso espressioni forti: se l’ho fatto in quella circostanza è perché davvero sono rimasto sbigottito e ho sofferto. Ma poi è finito tutto lì». Il film uscirà il prossimo 8 ottobre nelle sale italiane in 200 copie, distribuito da 01 Distribution. «È evidente che un film come Una sconfinata giovinezza è totalmente controcorrente rispetto al desiderio del pubblico di andare al cinema per vedere commedie o film comici. La prudenza di 01 Distribution nella scelta del numero di copie dimostra non solo quanto sia contenuto e relativo il convincimento della distribuzione nei riguardi del film ma anche che esiste un possibile bacino di utenza che vuole vedere questo genere di film». (Foto Getty Images)

© RIPRODUZIONE RISERVATA