Tra le più grandi novità legate al futuro dell’Universo Marvel c’è senz’altro il ritorno di Jane Foster, l’ex fidanzata di Thor – nonché scienziata di fama mondiale – interpretata da Natalie Portman nei primi due film dedicati al Dio del Tuono e, brevemente, anche in Avengers: Endgame.

Sappiamo infatti che il personaggio sarà protagonista dell’atteso Love and Thunder, dove vedremo il suo arco narrativo dei fumetti prendere finalmente forma anche sul grande schermo, conducendola all’evoluzione che tutti i suoi fan stavano aspettando da tempo: la trasformazione in Mighty Thor, ovvero la sua versione supereroistica che, come anche il nome lascia intendere, rappresenta una sorta di controparte femminile del figlio di Odino.

Tuttavia, durante gli eventi di Endgame, gli appassionati non hanno potuto fare a meno di notare un dettaglio piuttosto curioso nella gestione della trama da parte dei fratelli Russo. Un consistente segmento del film è infatti incentrato sulla creazione di un dispositivo capace di far viaggiare i protagonisti indietro nel tempo, così da riportarli nelle varie epoche in cui sarebbe stato più semplice recuperare le Gemme dell’Infinito da utilizzare per annullare lo schiocco.

Nonostante sia un brillante scienziato, Bruce Banner mostra fin da subito diverse difficoltà nello sviluppo di una simile tecnologia, tanto da fallire ad ogni tentativo ed essere costretto a rivolgersi a Tony Stark per portare a termine il progetto. Ora, sappiamo bene che Iron Man, prima di essere l’uomo dentro l’armatura è un genio, filantropo, miliardario, inventore e a sua volta un uomo di scienza, ma quando si parla nello specifico di fisica, non esiste nell’UCM un personaggio più esperto di Jane Foster!

Chiaramente, a livello narrativo è stato piuttosto semplice risolvere il cortocircuito: l’ex fiamma di Thor era tra le vittime dello schiocco di Thanos, dunque, pur volendo, Banner non avrebbe potuto rivolgersi a lei dopo aver tentato di convincere Tony. E infatti la vediamo brevemente solo nelle scene ambientate nella Asgard del passato.

Ma ovviamente, dietro alle vittime casuali dello snap, ci sono le decisioni affatto casuali dei Marvel Studios. E per tagliare fuori dal film una candidata al premio Nobel proprio in quella branca della fisica su cui si fonda praticamente tutta la storia, beh, devono esserci state delle valide ragioni.

E sebbene sia impossibile affermarlo con certezza, come suggerisce anche ScreenRant ha senso supporre che Jane sia stata tenuta da parte in Avengers: Endgame per un motivo ben preciso e piuttosto semplice: la sua presenza avrebbe indebolito l’arco narrativo di Iron Man. Doveva essere proprio Stark a sviluppare quella tecnologia e a salvare una situazione disperata, che non lo sarebbe stata altrettanto se Bruce Banner avesse potuto contare sull’aiuto di una scienziata così esperta in materia.

Insomma, anche Jane probabilmente sarebbe riuscita lì dove Bruce aveva fallito. E a quel punto l’intervento dell’eroe interpretato da Robert Downey Jr. – che fa il suo ritorno in grande stile con tanto di dispositivi per il viaggio nel tempo – non sarebbe stato poi così risolutivo. Una scelta comprensibile, dopotutto, visto che il film ha chiuso definitivamente il suo arco narrativo e visto che fu proprio Iron Man, nel 2008, a dare il via all’intero Universo Marvel. Voi che ne pensate?

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