«Io comprerei un teatro. Ci farei dentro una casa, ci metterei un piccolo ristorantino con le camere per gli attori e poi farei lo stesso spettacolo tutti gli anni cambiando sempre gli attori». E’ questo quello che farebbe Vincenzo Salemme (nella foto) se dovesse vincere 120 milioni di euro al SuperEnalotto. Di parere diverso, invece, il regista Paolo Costella: «Non penso che sarei capace di gestirli». L’attore e il regista ci hanno svelato anedotti e retroscena della loro nuovo commedia Baciato dalla fortuna, in occasione della conferenza stampa del film, tenutasi oggi a Milano. Salemme interpreta Gaetano, un vigile urbano di Parma con un divorzio alle spalle che vive insieme alla sua nuova compagna Betty (Asia Argento) che lo tradisce con il comandante dei vigili urbani Grandoni (Alessandro Gassman). Ma la vita di Gaetano prende una piega inaspettata quando vince 120 milioni di euro al SuperEnalotto, sconvolgendo così tutte le previsioni sul suo futuro. Vincenzo Salemme e Paolo Costella non si sono risparmiati e ci hanno raccontano con sincerità anche diversi particolari sulla loro vita privata, tra sogni e speranze.

Best Movie: Credete nella fortuna? Qual è la vostra filosofia di vita?
Vincenzo Salemme: «Io mi sveglio la mattina sempre ottimista e in genere la cosa va a calare fino al crepuscolo. Questo secondo me è uno dei motivi per cui faccio teatro, perché lavorando la sera mi sembra di continuare quel sentimento che avverto la mattina. Mi mantiene vivo quell’ottimismo, altrimenti “tenderei al crepuscolo”. Il mio desiderio è quello di non perdere gli affetti. Per me conta solo questo.
Paolo Costella: «Io so che forse non dovrei dirlo, avendo fatto un film sulla fortuna, ma io non ci credo… Non sono scaramantico e non credo alla fortuna».

BM: Cosa fareste se doveste vincere 120 milioni di euro?
VS: «Io comprerei un teatro. Ci farei dentro una casa, ci metterei un piccolo ristorantino con le camere per gli attori e poi farei lo stesso spettacolo tutti gli anni cambiando sempre gli attori. Lo spettacolo sarebbe da decidere. E’ il mio sogno avere un teatro almeno prima di morire, anche piccolo».
PC: «Io farei finta di niente. Aspetterei di dimenticare di avere quei soldi e ci penserei dopo. Ma non penso che sarei capace di gestirli».

BM: Qual è la vostra scena preferita? Potete raccontarci un aneddoto divertente del film?
VS: «Siccome sapevamo che Asia Argento faceva kickboxing, le chiedemmo di fare questa scena in cui io indossavo due guanti da passata (nome tecnico per indicare un tipo di guantoni da allenamento ndr) e lei mi prendeva a pugni. Me la sono fatta sotto dalla paura. Non potete capire i colpi che dava. Invece la scena più bella è stata forse quella dell’equivoco con Gassman, in cui io parlo di soldi e lui di Asia. Inoltre, la piazza dove giravamo faceva un po’ da platea, la gente si avvicinava, guardava e applaudiva ogni volta che finiva la scena. Sembrava di essere a teatro».
PC: «Quella a cui sono più legato non è forse la più significativa ma è quella a cui sono più legato per il lavoro che abbiamo fatto. Si tratta di quella in cui Asia e Vincenzo sono a letto. E’ una sequenza molto vera».

BM: Com’era l’atmosfera sul set?
VS:
«E’ stata di grande amicizia. Sai quando scopri che ci sono persone inaspettate che ti vogliono bene? Mi sono accorto che Asia e Alessandro sono stati proprio affettuosi».
PC:
«Tutti parlano della bella atmosfera sul set, ma quello che dice Vincenzo è vero. C’erano attori che avevano davvero voglia di fare il film e di lavorare con lui. Erano contenti e venivano volentieri».

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