Bruno Bozzetto e i 60 anni di West and Soda: a Best Movie Comics & Games 2025 si celebra il capolavoro dell'animazione italiana
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Bruno Bozzetto e i 60 anni di West and Soda: a Best Movie Comics & Games 2025 si celebra il capolavoro dell’animazione italiana

La leggenda dell'animazione è stata premiata con il Best Movie ICON Award, a coronamento dei suoi oltre sessant'anni di carriera nel cinema italiano

Bruno Bozzetto e i 60 anni di West and Soda: a Best Movie Comics & Games 2025 si celebra il capolavoro dell’animazione italiana

La leggenda dell'animazione è stata premiata con il Best Movie ICON Award, a coronamento dei suoi oltre sessant'anni di carriera nel cinema italiano

La leggenda dell'animazione Bruno Bozzetto al Best Movie Comics & Games 2025

Dagli anni Sessanta a oggi conta più di 300 film, tra cortometraggi e lungometraggi, per i quali ha ottenuto 130 riconoscimenti, tra cui una nomination all’Oscar. Un nome inconfondibile quello di Bruno Bozzetto, la leggenda del cinema d’animazione italiano, uno dei cartoonist più eclettici e influenti di ieri e di oggi. Ospite a Best Movie Comics & Games 2025, l’impareggiabile autore oggi ottantasettenne ha ricevuto il Best Movie ICON Award ed è tornato con la memoria a 60 anni fa, quando il suo genio visionario ha dato vita a uno dei più grandi (e anticipatori) capolavori del cinema italiano: West and Soda.

«Eravamo proprio incoscienti – ha raccontato, ripensando a quegli anni -. Intanto, eravamo pochissimi, e questo è un fatto incredibile: se oggi andate a vedere un film della Pixar, ci sono almeno venti minuti di titoli di coda per elencare tutto lo staff. Abbiamo lavorato più di tre anni, dai primi schizzi al prodotto finito. Il grande vantaggio che abbiamo avuto era che eravamo liberi: se qualcosa ci piaceva la facevamo, altrimenti la cancellavamo. Questo è uno dei grandi trucchi di questo film e il motivo per cui ancora oggi è così fresco: c’è tanta improvvisazione».

Curiosa – e si potrebbe dire profetica – la scelta del genere western, che anticipa di qualche anno la nascita del sottogenere spaghetti western inaugurata poi con Per un pugno di dollari di Sergio Leone. In origine, però, Bruno Bozzetto aveva altri piani: «Volevo fare un horror. In particolare, avevo in mente di adattare Frankenstein, perché si tratta di una storia che tutti conoscono. Così come Disney utilizzava Biancaneve e Pinocchio, anche io volevo una favola». Alla fine, però, si è optato per un genere totalmente differente: «Sono partito riguardando i film western che avevo visto da ragazzino e mi sono accorto che erano assolutamente elementari. Dopo un minuto, sai già chi muore, chi va in galera, eccetera. Ho detto: “voglio fare un film così, semplice, in cui tutti sappiano già cosa aspettarsi”. Siamo partiti da cose che già esistevano e poi ci abbiamo ricamato sopra».

Tra simpatici aneddoti e bizzarre curiosità, quella che emerge è la figura di un autore dedito puramente alla sua arte: «Non mi è mai interessato degli incassi al botteghino. Tuttora non so quanto abbiano incassato i miei film. West and Soda non è stato un successo, ma non ci interessava, per noi era un gioco per fare qualcosa di nuovo. La bellezza sta proprio nella passione e nella libertà con cui lo abbiamo fatto, ci siamo divertiti senza condizionamenti. Oggi mi rendo conto che nelle grandi produzioni non è più così». 

Il nuovo che avanza, però, non lo spaventa: oltre a essere molto curioso riguardo le nuove tecnologie e l’intelligenza artificiale, Bruno Bozzetto segue da vicino i giovani talenti italiani, primo su tutti Zerocalcare. Tra i registi e gli attori, invece, cita specialmente Pupi Avati, Paolo Genovese e Valerio Mastandrea. Con una precisazione: «Ovviamente, il numero uno per me resta sempre Fellini. Ma purtroppo non è più con noi».

In chiusura arriva anche una bella notizia per gli appassionati del suo cinema: sono in arrivo nuovi cortometraggi del signor Rossi, il suo personaggio storico, simbolo del cittadino italiano medio alle prese con il malcostume della società. «Farò una nuova serie di film col signor Rossi – ha anticipato Bozzetto -. Ho iniziato con lui e ho detto alla Rai che mi sembrava bello finire la mia carriera così, dato che ormai ho una certa età. Certo, in Rai non hanno tenuto presente che una serie può essere anche di 300 film…»

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