A soli tre giorni dal suo licenziamento dalla regia del biopic Bohemian Rhapsody, Bryan Singer è stato denunciato per presunta violenza sessuale ai danni di un giovane di 17 anni.

La vittima, Cesar Sanchez-Guzman, ha accusato il regista di averlo costretto a praticargli del sesso orale e, successivamente, ad avere un rapporto completo senza il suo consenso. Dopo il fatto Singer avrebbe inoltre tentato di zittire il ragazzo promettendogli una carriera da attore se non avesse raccontato nulla della violenza, arrivando persino a minacciarlo di “rovinargli la reputazione” e ricordargli che, in ogni caso, “nessuno gli avrebbe creduto”.

L’episodio sarebbe avvenuto nel 2003 su uno yacht di proprietà di Lester Waters, un ricco investitore che – secondo quanto riportato – sarebbe solito “organizzare feste per giovani uomini gay nell’area di Seattle”.

Singer ha già fatto sapere – tramite un suo portavoce – di negare fermamente tali accuse e che si difenderà strenuamente in tribunale fino a che questa brutta storia non sarà chiusa definitivamente.

Ricordiamo che non è la prima volta che il regista si trova ad affrontare situazioni simili; già nel 2014 infatti venne accusato di violenza sessuale da un altro uomo, Michael Egan, le cui dichiarazioni sono state ritenute successivamente false e infamanti dalla corte. Aspettiamo quindi di vedere gli sviluppi di questa ennesima vicenda giudiziaria.

Nonostante le motivazioni riferite siano altre, a questo punto la breve distanza di tempo tra il suo licenziamento e le accuse di violenza fa comunque riflettere: che sia questa la vera ragione dietro l’abbandono di Bohemian Rhapsody?

Fonte: Variety

© RIPRODUZIONE RISERVATA